Torna ‘La Fòcara’, il grande falò di Novoli

Arte, vino e cibo. Sono i tre ingredienti protagonisti della Fòcara, il grande falò di 25 metri di altezza e 20 di diametro che si terrà a Novoli (Lecce) il 16 gennaio prossimo, in occasione della festa in onore di Sant’Antonio Abate. Costruita con tantissime fascine di tralci di vite secchi, provenienti dai feudi del Parco del Negramaro, la Fòcara edizione 2015 sarà arricchita da un’opera del maestro Jannis Kounellis, sotto la direzione artistica e la cura di Giacomo Zara. Kounellis ha anticipato ieri, durante la conferenza stampa di presentazione della Fòcara 2015, i motivi salienti della sua ‘creatura’: la croce, simbolo della passione; il cappotto nero quale eco all’essere umano e al vivente; la campana, simbolo della centralità e verticalità e metafora della comunità cristiana chiamata all’adunanza ed alla partecipazione liturgica. Ed, infine, il fuoco della Fòcara, che ha in sé la forza drammatica e una propagazione epica strepitosa.
“C’è il fuoco punitivo dell’inferno e quella rinascimentale della purificazione. – ha detto Kounellis – Il fuoco di Novoli è popolare, segno di unità, di partecipazione. E’ un rituale quasi teatrale, una vittoria vera e propria, perché tutto rinasce, compresa la linfa vitale che si rigenera”. Il programma dei festeggiamenti parte dall’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, quando nel comune leccese, con il rito laico della Festa delle Vite e del Paesaggio del Parco del Negramaro, si inizia a costruire il falò, per arrivare al 16 gennaio, con la bardatura, con la catena umana che issa l’immagine del patrono Sant’Antonio Abate sulla cima del falò. Poi la distruzione: la rinascita, in un sacrificio propiziatorio alla stagione che inizia.

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