Traffico rifiuti in Provincia di Foggia, inchiesta “Operazione Bios” della Guardia di Finanza, pronto un intervento al Senato della senatrice Gisella Naturale (M5s)

«Una terra bellissima invasa da rifiuti e pale eoliche che stanno delineando il tragico destino. La parte sana della società deve alzare la voce, a partire da un maggiore impegno di noi politici, del Governo, del Ministero dell’Ambiente, della magistratura, delle forze dell’ordine. Noi possiamo cambiare questo destino- dichiara la senatrice Gisella Naturale del Movimento cinque stelle. Auspico che ci sia un processo rapido per questa vicenda, che siano individuati i responsabili e comminate le pene più severe. Perché il rischio attualmente, come quasi sempre accade, risiede nella lunghezza e la farraginosità del nostro sistema giudiziario, che lascia ampie possibilità ai malfattori di farla franca con la tanto amata prescrizione sempre incombente. Credo che di questa questione se ne debba occupare con più forza anche il Governo, ho per questo preparato un intervento al Senato».

“Vino Cacc’e Mmitte di Lucera, il Nero di Troia, il formaggio DOP, il
Canestrato Pugliese,i pomodori, i broccoletti, le patate di Zapponeta, l’olio Dauno. Sono tutti prodotti della campagna foggiana.- si legge nel testo dell’intervento che sarà sottoposto ai Senatori nelle prossime sedute. Lunedì 2 marzo, grazie alle indagini e all’intervento della Guardia di Finanza, che ringrazio per il fondamentale contributo alla tutela del territorio e dei cittadini, abbiamo scoperto che una parte di questi terreni che producono eccellenze agricole sono stati violati, contaminati. 240mila tonnellate di rifiuti speciali sono state sversate abusivamente su 255 diversi appezzamenti di terra, devastando una superficie agricola pari a 35 chilometri per 10. Un danno incalcolabile per quella terra. Anche perché quei rifiuti puzzano. L’aria è infestata da esalazioni. Si tratta di società campane e pugliesi, dei Comuni di Chieuti, Serracapriola, Lucera, San Severo. Questi avrebbero fatto passare i rifiuti come “compost”, un fertilizzante organico stabilizzato biologicamente. L’organizzazione simulava la vendita del presunto fertilizzante ad aziende agricole del tutto sprovviste di suoli destinati alla coltivazione o idonee ad accogliere concimi o fertilizzanti, dirottandoli, poi, altrove. Un sistema che andava avanti da sette anni. Purtroppo i danni al territorio e all’economia della provincia di Foggia sono stati già fatti. Per non parlare dei danni alla salute dei 620mila abitanti della provincia. Anche questa volta c’è stata la totale assenza di azioni preventive. Per sette anni non sono stati fatti controlli. Quando decideremo che la salute dei nostri cittadini e quella dell’ambiente dove viviamo debba essere messa al primo posto forse sarà troppo tardi. La Puglia è una terra di eccellenza agricola. La provincia di Foggia è una terra di eccellenza agricola. Purtroppo è anche terra di malavita organizzata, come ha certificato la recente apertura della sede locale della Dia. Per fortuna, questo governo e questa maggioranza stanno portando avanti la tutela del settore agroalimentare attraverso provvedimenti attesi da tempo. Per fortuna questo governo e questa maggioranza hanno finalmente compreso l’influenza nefasta e invasiva delle mafie sui nostri territori. Ma non basta. Bisogna fare di più. Bisogna impedire che altri territori vengano
distrutti dai rifiuti scaricati dal malaffare. Bisogna impedire che le nostre amministrazioni concorrano con la mafia o che vengano corrotti dalla mafia, per chiudere gli occhi e (è proprio il caso di dirlo) per turarsi il naso. Noi possiamo cambiare questo destino, noi dobbiamo farlo”. Conclude nel suo intervento Naturale.

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