Truffa Casa di riposo ‘Figlie di Sant’Anna’ a Noci, la Procura di Bari chiude le indagini nei confronti di 16 persone

Più di 100mila euro di fondi europei indebitamente percepiti per lavori di ristrutturazione della casa di riposo dell’Istituto ‘Figlie di Sant’Anna’ di Noci sarebbero finiti direttamente nelle mani dei responsabili dell’ente ecclesiastico. È quanto ipotizza la Procura di Bari che ha chiuso le indagini nei confronti di 16 persone su una presunta truffa aggravata. L’inchiesta della Guardia di Finanza ha portato anche all’arresto dell’ex assessore comunale di Noci, Vittorio Lippolis, considerato il referente del progetto con la Regione Puglia, l’ente che poi ha erogato il finanziamento, e colui che avrebbe curato i rapporti con gli imprenditori concordando con loro l’emissione di fatture gonfiate.
Stando all’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero percepito oltre 1,4 milioni di euro, il doppio rispetto ai costi effettivi dei lavori eseguiti per la ristrutturazione. Una parte di questi soldi sarebbe stata restituita da Lippolis ai rappresentanti dell’istituto, grazie alla complicità di 11 imprenditori ma, soprattutto, con la collaborazione dei due consulenti amministrativo/contabili della struttura ecclesiastica che materialmente avrebbero predisposto la documentazione, e di due religiose, Rita Palmira Caiaffa, 67enne di Copertino (Lecce), rappresentante legale dell’ente ecclesiastico, e Celia Maria Parente Portela, 51enne di origini brasiliane, economa dell’istituto, tutti indagati in stato di libertà.
Nell’indagine della Guardia di Finanza risultano indagati, oltre alle 16 persone fisiche, anche l’ente ecclesiastico Istituto ‘Figlie di Sant’Anna’ e la società Li.Pa. sas di cui Lippolis era il legale rappresentante e tramite la quale avrebbe riciclato i fondi indebitamente percepiti.

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