UGL, mobilità in deroga passa dalla Zona Franca in Basilicata

Quanto è accaduto lunedì 6 ottobre u.s. presso la Giunta Regionale di Basilicata è molto grave. E’ quanto dichiarano in una nota il Segretario Generale Ugl di Matera Luigi D’Amico ed il Segretario Confederale Francesco Pirretti. Se di piano lavoro si deve parlare è giusto, continua la nota, che al tavolo sia presente anche la Ugl che è una forza sindacale presente sul territorio regionale. Abbiamo saputo dell’incontro presso la regione dai lavoratori in mobilità in deroga ed abbiamo invitato più volte e a più riprese le massime cariche istituzionali regionali a convocare anche la Ugl alla trattativa in Basilicata. Evidentemente la nostra pressione non ha potuto far nulla e si è permesso di dividere il Sindacato e conseguentemente mettere alla porta una Organizzazione sindacale e gli stessi lavoratori interessati da una ventennale agonia. La Ugl ha le proprie idee per dare soluzione ai tanti e atavici problemi che attanagliano la nostra società. Per quanto concerne la mobilità in deroga gli elenchi degli stessi sono già a disposizione dell’amministrazione Regionale e non ha alcun senso logico mischiare questi elenchi con altre problematiche sociali altrettanto importanti presenti sul territorio, ma che devono restarne divise onde evitare che la platea dei lavoratori in mobilità in deroga si trovino in coda ad un nuovo elenco appositamente creato. I lavoratori possono trovarsi con il Decreto Poletti beffati dal non poter ricevere alcun sussidio poiché superati in graduatoria da altri soggetti senza contare, dichiarano i due sindacalisti, che per mettere in atto un’altra long-list di disperati si avrà bisogno di almeno 12-24 mesi di tempi tecnico-burocratici. Secondo la Ugl, affermano D’Amico e Pirretti, il prezzo che la nostra popolazione pagherà in termini di rischio legati alla vicenda petrolio è molto alto e se zona franca ci sta per le compagnie petrolifere in termini di tassazione e contribuzione previdenziale e assistenziale questi benefici devono essere estesi anche a tutto il popolo lucano. Renzi ha bisogno di pareggiare il Bilancio Energetico, la Basilicata deve pareggiare il conto con la Salute e l’Economia. La Basilicata deve essere resa Zona Franca, in alternativa deve godere di Royalties e ristoro economici tali da poter innescare un meccanismo di sviluppo e occupazione. La zona franca dal punto di vista fiscale e previdenziale/assistenziale potrebbe, concludono i due leaders sindacali, in un contesto di tempo limitato, consentire alla platea di lavoratori in Mobilità in deroga di ammortizzare al meglio le propri condizioni economiche e sociali in attesa di ricevere la inderogabile ed indifferibile opportunità di lavoro.

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