Un dono per scoprire l’ignoto

Tutto ebbe inizio in quel caldo pomeriggio del 20 agosto 2011 quando, tra lo scetticismo e l’entusiasmo dei presenti, a Castronuovo Sant’Andrea si varcava, per la prima volta, la soglia del MIG. Museo Internazionale della Grafica – Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”. Un progetto ambizioso, poiché concepito per un paesino dell’entroterra lucano, ma che si conferma trionfante, soprattutto se si pensa che dopo soli due anni, in Piazza Marconi, un altro nastro è stato tagliato. Lo scorso 4 giugno 2013, tra gli applausi dei presenti e la commozione di quanti hanno contribuito attivamente alla realizzazione del progetto, l’Atelier Guido Strazza ha aperto le sue porte al pubblico. L’intero studio calcografico del novantaduenne maestro, toscano di origine ma romano di adozione, amico di Marinetti che lo invitò alla Biennale di Venezia nel 1947, lo spazio nel quale sono nate le circa 1300 incisioni oggi patrimonio del Museo degli Uffizi, è pronto per una nuova vita artistica, al servizio di chi, in Castronuovo, vuole trovare la propria patria ideale e riportare, sulle proprie lastre, quanto il territorio, con la sua storia e le sue peculiarità, suggerisce. Un valido alleato del MIG che, con la sua prestigiosa programmazione di mostre, volta ad approfondire gli sviluppi della grafica del Novecento attraverso una selezione delle opere più significative dei grandi maestri dell’arte, ben si presta a svelare tutti i misteri di questa forma d’espressione artistica da troppo tempo considerata secondaria alla pittura, alla scultura e all’architettura.

Entusiasmanti, poi, nella piazza antistante il Museo, sono risuonate le parole di Guido Strazza che, non potendo muoversi da Roma per i suoi impegni all’Accademia Nazionale di San Luca, ha mandato un messaggio telefonico: “L’Atelier Guido Strazza a Castronuovo è il segno lampante e bello di una semplice cosa: l’incontro tra due uomini, tra due cammini, davvero senza fine, ma con una meta precisa, un infinito andare, una curiosità non tanto di cose e storie ma di essenze di cose e storie. L’atelier è luogo e strumento del far segni e i segni, prima che simboli, sono significato primo, in sé. Questo si cercherà di scoprire lavorando nel laboratorio: far segni veri, far begli errori. Con amore del rischio e dell’ignoto da scoprire”

Altrettanto convinte e partecipi le parole di Piero Cesaroni durante la presentazione delle sue incisioni per la cartella “Eneide”. L’artista romano, direttore della stamperia d’arte “Il feltro” e docente di litografia presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, ha spiegato i motivi che l’hanno spinto ad avventurarsi in un’impresa così ardua, aprendo il proprio mondo interiore e svelando aneddoti della sua infanzia. A Cesaroni, infine, che l’ “Atelier Guido Strazza” ha sistemato in ogni parte per renderlo subito efficiente, l’onore di stampare la prima incisione del neonato Atelier, sotto lo sguardo attento e incredulo dei bambini e quello soddisfatto di chi, in questo progetto, ha creduto sin dall’inizio. Una realtà, quella che si sta cercando di mettere in piedi a Castronuovo, che porta benefici alla mente e soprattutto all’animo. Una realtà che, nonostante le risapute difficoltà, continua a crescere imperterrita, quasi come se a volerla, sia una volontà superiore.

Alla cerimonia di inaugurazione, oltre alla presenza delle cariche politiche del luogo e dei tanti appassionati provenienti dai paesi vicini, significativa è stata la partecipazione della famiglia Lonigro, originaria di Castronuovo ma da anni residente a Matera. Per uno strano caso, l’Atelier Guido Strazza prende casa in quel locale che, anticamente, ospitava la storica farmacia del Dott. Alessandro Lonigro, e proprio nel momento in cui gli eredi decidono di donare alla Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”, che convive con il MIG, i volumi appartenuti alla famiglia. Una coincidenza o un dono della sorte, a detta di qualcuno, ma che restituisce a Castronuovo un tassello fondamentale della sua storia, per molti anni finita nel dimenticatoio.

 

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