Universo Salute replica ai sindacati sulla vertenza degli ammortizzatori sociali ex Don Uva

Universo Salute prende atto, con stupore e rammarico, della nota del 5/5/2020 a firma delle segreterie regionali e territoriali di Potenza delle organizzazioni sindacali (Fp Cgil Basilicata, Fp Cisl Basilicata, Fp Uil Basilicata, Ugl Sanità Basilicata, Fsi Basilicata, Fials Basilicata), soprattutto considerando che, nel comunicato, non vengono sottaciute le enormi difficoltà affrontate dalla nostra azienda nelle interlocuzioni con la Asp che, in un momento già di estrema complessità come quello attuale, ha deciso di adottare alcune determine che potrebbero ulteriormente incidere, alterandolo, sull’equilibrio economico-finanziario della gestione della sede di Potenza.

 

Appare fuori luogo il linguaggio utilizzato avverso la Universo Salute quando si se si parla di “imprenditori spregiudicati” “strumentalizzatori dei lavoratori” ecc.

Si rammenta come la Universo Salute si contraddistingua per professionalità, rispetto di tutte le norme cogenti e di settore, della puntualità su spettanze economiche e sociali ai lavoratori e agli enti nazionali di fiscalità e contribuzione così come per qualsiasi rapporto istituzionale o personale in atto.

Non si ricordano levate simili da parte delle organizzazioni sindacali lucane quando nelle precedenti gestioni delle strutture in esame si cagionava un buco di 650 mln di euro principalmente a danno degli enti pubblici come Inps, Inail e fiscalità generale attraverso cui come è noto si generano servizi sociali a favore dei cittadini fragili.

Tuttavia si ritiene utile una ricostruzione dei fatti. Universo Salute, nell’ottobre del 2017, avviava la gestione dei tre presidi ospedalieri di Bisceglie, Foggia e Potenza, con obbligo di mantenimento dei livelli occupazionali per due anni, fino al 1 ottobre 2019.

Con riferimento specifico alla sede di Potenza, il personale occupato risultava essere di gran lunga superiore rispetto agli standard previsti dalle norme nazionali e regionali, pur considerando il setting assistenziale del C.S.S.R. come riabilitazione ad altissima intensità, secondo quanto effettivamente avviene, stante la peculiarità dei pazienti ivi trattati.

Nel corso di questi anni di gestione, la ASP ha ritenuto autonomamente ed (a nostro avviso) illegittimamente riqualificare il setting assistenziale dei pazienti del C.S.S.R. (ricoverati presso la struttura da più di 40 anni) come riabilitazione di mantenimento a bassa intensità che, da un lato richiede uno standard di personale molto inferiore e, dall’altro, prevede una compartecipazione da parte dei privati del 15% della retta (mai messa in discussione come contrariamente affermato), con sensibile rischio di insolvenza da parte degli stessi (come si è già potuto constatare).

Si consideri altresì come tale riqualificazione risulti incomprensibile alla luce del concetto acclarato per cui una persona normodotata con l’evolversi dell’età, in anzianità diventi fragile e spesso non autosufficiente; orbene si immagini una persona con disabilità gravi alla nascita, a cui si aggiunge il peso dell’ anzianità, se sia possibile che la stessa possa stabilizzarsi al punto da richiedere un setting assistenziale più basso di quello originario consentendogli contestualmente un’esistenza quanto più dignitosa possibile. Dunque tale controsenso è quanto, oggi, cerca di affermare la Asp di Potenza mediante una serie di atti già segnalati come opposti alle norme regionali di settore.

A seguito di questa riqualificazione con enorme danno per l’azienda, peraltro, non corrispondente alla realtà dei fatti, in quanto il setting assistenziale dei pazienti del C.S.S.R. è pacificamente ad alta intensità, Universo Salute, nonostante l’obbligo di mantenimento dei livelli occupazionali fosse già venuto, invece di adeguare la propria struttura ai diversi ed inferiori standard occupazionali previsti per l’attività di mantenimento a bassa intensità (con esubero di almeno 80 lavoratori), avviava una fitta interlocuzione con la ASP e con il Dipartimento di Salute Pubblica e Prevenzione della Regione Basilicata, riuscendo, sul finire dell’anno 2019, ad ottenere, da queste ultime, l’avvio di un processo di rivalutazione delle conclusioni a cui erano giunte, con impegno a mantenere, medio tempore, il sistema tariffario previsto per la riabilitazione estensiva, senza compartecipazione dei privati (come, peraltro, previsto nella convenzione attualmente in essere).

A seguito della disponibilità manifestata dagli interlocutori pubblici, Universo Salute, nonostante, come detto, fosse venuto meno l’obbligo di mantenimento dei livelli occupazionali ed avesse in carico personale in esubero anche rispetto al setting assistenziale previsto per riabilitazione estensiva ad alta intensità, decideva, per ragioni solidaristiche, di soprassedere dall’avvio di procedure riduzione dell’organico.

In questo contesto, all’inizio del mese di marzo 2020, è “piombata” l’emergenza sanitaria da diffusione del Covid-19, che, alla luce dei provvedimenti governativi e regionali (Regione Puglia), ha pesantemente inciso sull’equilibrio economico finanziario della società (che, lo si sottolinea, gestisce tre ospedali e non solo quello di Potenza) e sulla mole delle attività anche della sede di Potenza, tanto da spingere la Scrivente, già nel corso del mese di marzo 2020, a sospendere la prestazione di numerosi lavoratori delle sedi di Foggia e Bisceglie. Presso la sede di Potenza, invece, nonostante ci fosse stata una riduzione delle attività, con enormi sforzi, nei mesi di marzo ed aprile 2020, non veniva sospeso alcun dipendente.

A metà aprile 2020, tuttavia, in questa situazione già di precario equilibrio economico-finanziario della Società dovuta all’emergenza sanitaria, sono intervenute le determine del Dirigente U.O.C. Gestione Strutture Private Accreditate e Convenzionate della Azienda Sanitaria Potenza n.2020/D.01082 del 14.04.2020 e n. 2020/D.01097 del 15.04.2020, che, senza l’adozione delle dovute contromisure in tema di legittima riduzione dei costi, rischierebbero di rendere irreversibile la situazione.

Ed allora, alla luce dell’emergenza sanitaria in atto, della riduzione della mole di attività anche presso la sede di Potenza sia contingente che strutturale e, soprattutto, delle determine sopra indicate, Universo Salute si è vista costretta ad adottare immediatamente le contromisure necessaria, mediante la legittima sospensione di parte del personale in esubero, anche considerando i setting assistenziali, con riferimento al C.S.S.R., di riabilitazione ad alta intensità.

Ciò chiarito, si evidenzia che la sospensione dei n. 28 lavoratori ed il loro collocamento in ammortizzatore sociale è avvenuto nel pieno rispetto delle norme di legge emergenziali adottate dal Governo ed, in particolare, dell’art. 19 del D.L. Cura Italia, conv. in legge 27/2020, il quale, addirittura, non richiede alcuna informatica sindacale; nonostante questo, Universo Salute, nel rispetto delle relazioni, ha ritenuto, comunque, opportuno informare le organizzazioni sindacali dell’iniziativa adottata, resasi imprescindibile, in questa fase, per la salvaguardia del posto di lavoro di tutti i dipendenti della sede, anche quelli non sospesi.

Concludiamo, quindi, respingendo integralmente tutte le affermazioni contenute nelle note sindacali, in cui sono riportati fatti non veri e lesivi per l’immagine aziendale. A tal proposito Universo Salute è in procinto di convocare un incontro presso la sede aziendale nei prossimi giorni.

Universo Salute 

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