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Xylella, Italia deferita alla Corte di Giustizia dell’Ue

L’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Ue nell’ambito della procedura di infrazione aperta in relazione alle misure necessarie per combattere la diffusione della Xylella Fastidiosa, un batterio che attacca gli olivi (e altre piante come la vite). La Commissione annuncerà la decisione nell’ambito del pacchetto infrazioni, che dovrebbe prevedere in tutto quattro deferimenti in Corte per il nostro Paese: uno per l’inquinamento da Pm10, uno per la Xylella, un altro per la mancata trasmissione del programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi e l’ultimo per il mancato recepimento di una direttiva sulle prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umani. Nell’area interessata, in Puglia, restano ancora circa 3mila ulivi infetti, che per la Dg Santé della Commissione vanno espiantati. In totale, le procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese dovrebbero salire da 61 a 62, per effetto di tre nuove lettere di messa in mora (per la mancata attuazione di una direttiva relativa alle norme di sicurezza per la protezione dalle radiazioni ionizzanti; per la mancata attuazione di un’altra direttiva sulla gestione dei rifiuti radioattivi e per l’esenzione dalle accise dei combustibili per le imbarcazioni da diporto) e di due archiviazioni.

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