Xylella, tagliare il più possibile gli ulivi

Alla fine l’Europa l’ha spuntata. Il batterio Xylella Fastidiosa è uno spauracchio, il rischio contaminazione è a livelli alti. Il batterio, che è trasportato da una cicala chiamata ‘sputacchina’ (dal momento che lascia un grumo di salive sulla pianta), potrebbe diffondersi ovunque. “Bisogna circoscriverlo, costi quel che costi”, è il grido lanciato, è i membri dell’Ue pretendono misure drastiche, in primis che l’espianto delle piante avvenga in un’area significativa e non in zone minuscole. L’unica via possibile è tagliare il più possibile. E l’eradicazione degli ulivi infetti sarà 15 volte più ampia di quella prevista dal decreto ministeriale: 15 km invece di uno, il che significa un’area corrispondente a 750 chilometri quadrati, dallo Jonio all’Adriatico, una fetta consistente di territorio.
“Si tratta di una proposta che ho inserito nel Piano d’azione contro il batterio – ha spiegato il commissario per l’emergenza, comandante del Corpo Forestale di Bari, Giuseppe Silletti, che stamane sarà a Roma proprio per presentare il documento sugli interventi previsti – La decisione è la conseguenza della riunione del Commissione Europea che si è tenuta la settimana scorsa, nel corso della quale era stata dichiarata insufficiente la fascia di eradicazione di un chilometro per proteggere il resto del territorio da possibili propagazioni del contagio. Ecco perché abbiamo deciso di ampliarlo, allargandolo a 15 chilometri”. Il documento proposto da Silletti dovrà passare al vaglio del Dipartimento della Protezione Civile, del Comitato Tecnico-Scientifico e del Comitato di monitoraggio.

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