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Lecce: un detenuto sarà risarcito per sovraffollamento

La sentenza, la prima in Italia nel suo genere, ha già creato un vespaio di commenti tra chi è contrario e chi a favore. L’uomo, 28enne tunisino, è stato arrestato e finito poi in carcere per un mese, giugno 2010, nella struttura di Borgo San Nicola di Lecce. Cella sovraffollata, si parla di circa 40 detenuti in uno stesso spazio “dettaglio” questo  che costringe a definire le condizioni di vita a Borgo San Nicola “disumane”: una cella di poco più di 11 metri quadrati con tre letti a castello e una distanza dal soffitto per chi dorme all’ultimo livello di appena 50 cm.

In buona sostanza, il tunisino ha fatto causa allo Stato Italiano, ed il magistrato Luigi Tarantino, accogliendo in parte il ricorso presentato dall’uomo ha stabilito che il Ministero di Grazia e Giustizia debba risarcire l’uomo con 220 euro per il mese di detenzione.  Per il legale del giovane, l’avvocato Alessandro Stomeo, l’ordinanza del magistrato di sorveglianza di Lecce, che sarebbe la prima del genere in Italia, rappresenta “una svolta epocale nell’ambito della giurisprudenza italiana”. Inutile sottolineare che la notizia ha fatto scalpore su tutti i fronti. Per chi da anni si adopera perchè la popolazione carceraria italiana veda riconosciuti i diritti base della civilità, tra cui proprio “il sovraffollamento” è il primo ad andare sotto accusa, ed oggi vanta un colpo messo a segno; si scontra dall’altra parte con chi adotta da tempo una linea dura e non paragona la detenzione ad un momento di soggiorno. Qualunque sia la linea di pensiero in merito, di certo questa prima sentenza è destinata a far discutere.

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