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A Canosa di Puglia un carabiniere in manette

Un insospettabile sottufficiale dell’Arma, originario di Palermo ma in servizio presso la stazione dei carabinieri di Canosa, più volte destinatario di riconoscimenti per la professionalità ed il coraggio mostrati in servizio ma, è stato scoperto il suo coinvolgimento in un traffico di stupefacenti. Quando i poliziotti della sezione antidroga della squadra mobile di Bari, l’altra notte, si sono presentati in caserma per notificargli il provvedimento restrittivo, l’appuntato scelto Pasquale Naso di 36 anni era in servizio su una “gazzella”. L’operazione è denominata «Panakiri» emessa dal Tribunale di Bari su richiesta della Dda. Il blitz ha consentito di sgominare un’associazione per delinquere finalizzata al traffico ed alla cessione di stupefacenti, reato aggravato dalla disponibilità di armi da guerra, armi comuni da sparo e materiale esplodente. La rete avrebbe operato, oltre che a Gioia del Colle, anche in altri comuni della provincia barese (in particolare a Putignano, Santeramo in Colle, Altamura, Bisceglie, Casamassima) e nelle città di Matera, Foggia e Taranto, dove ha commercializzato, all’ingrosso, importanti quantitativi di cocaina e di hashish, acquistati a Napoli ed in Spagna. A tal riguardo, rilevante sarebbe stato il ruolo proprio dell’appuntato scelto dei carabinieri. Naso, infatti, secondo quanto è emerso da una intercettazione ambientale, avrebbe agevolato l’associazione criminale dando la disponibilità di trasferire una fornitura di cocaina (ben tre chilogrammi) dalla città di Napoli a Taranto. Questa intercettazione risale al settembre 2008 quando il militare, solo da un mese era stato trasferito nella stazione di Canosa dopo aver prestato servizio al Norm di Bari. Secondo gli accordi, il militare si sarebbe dovuto recare a Napoli dove avrebbe ricevuto le chiavi di un’autovettura carica di stupefacente con la quale, poi, sarebbe sceso in Puglia. Quel trasporto però non avvenne perché la Guardia di Finanza di Bari effettuò degli arresti che fero saltare il piano.

Pasquale Naso, dopo la notifica del provvedimento restrittivo, è stato trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove dovrà chiarire la sua posizione e discolparsi dalle accuse mosse nei suoi confronti.

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