Ricerca, sviluppo ed utilizzo delle fonti fossili: il ruolo del geologo

Apre i lavori venerdì 30 novembre il 1° congresso dei Geologi di Basilicata sui temi della “Ricerca, Sviluppo ed Utilizzo delle Fonti Fossili: il ruolo del Geologo”. Un congresso che si pone come obiettivo primario quello di focalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori sul ruolo che il geologo ha assunto, nel corso del tempo, nell’ambito di una tematica di estremo interesse scientifico e di grande impatto sull’opinione pubblica, ovvero il rapporto tra lo sfruttamento delle fonti fossili e del territorio. E proprio su questa tematica, i Geologi di Basilicata metteranno a confronto, in una tre giorni di studio e dibattito, esperti, top manager, amministratori, ricercatori e docenti, affrontando tutti gli argomenti con il dovuto rigore tecnico-scientifico. I lavori del congresso si svolgeranno nelle giornate di venerdì 30 novembre e sabato 1° dicembre presso il Teatro Francesco Stabile di Potenza, e proseguiranno nella giornata di domenica 2 dicembre a Marsico Nuovo, presso la sede del Parco dell’Appennino Lucano. Tutta la discussione si articola in sette sessioni che descrivono il ruolo del geologo dalla fase di ricerca fino alla gestione sostenibile delle georisorse, passando per l’esplorazione, lo sviluppo di tecniche e metodi per la valutazione e zonizzazione della pericolosità geologica, il monitoraggio ed il controllo ambientale, lo sviluppo di strategie per la riduzione del rischio e del danno ambientale, l’innovazione tecnologica.

La scelta di un tema molto dibattuto quale lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili assume anche un significato simbolico per rilanciare temi quali conoscenza e difesa del territorio intese come un insieme articolato di azioni che vanno dalla ricerca ai provvedimenti operativi (monitoraggi, controlli, bonifica dei terreni, gestione delle emergenze, formazione continua di tecnici), individuando il ruolo strategico delle scienze geologiche nella predisposizione di elementi conoscitivi e di mitigazione del rischio. La discussione su tale tematica e sul ruolo che il Geologo ha o potrebbe avere in un settore che oggi deve confrontarsi con il parametro della compatibilità ambientale quale condizione “sine qua non“ per lo sfruttamento delle risorse naturali, avverrà attraverso comunicazioni scientifiche di esperti di livello nazionale ed internazionale, dibattiti alla fine delle sessioni ed una tavola rotonda a cui interverranno le più rilevanti rappresentanze istituzionali, accademiche, degli Ordini professionali e dell’industria di settore.

Il congresso, nelle intenzioni dei Geologi, vuole essere anche e soprattutto un momento per sensibilizzare la politica, le amministrazioni, i Dirigenti e gli operatori del settore sull’importanza di formare ed impiegare professionisti che, per formazione culturale e tecnico-professionale, possano rendere quanto più compatibile l’estrazione del petrolio e dei gas naturali con l’ambiente, in un’ottica di condivisione e cooperazione. L’iniziativa si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio di Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Basilicata, ANCI, UPI, Consiglio Nazionale dei Geologi, ARPAB, ISPRA, ENEA, SIGEA, INGV, FEEM, CNR IBAM, CNR IMAA, Università degli Studi della Basilicata, PO Val d’Agri, Parco Nazionale Lagonegrese Val d’Agri. Il programma completo è consultabile sul sito www.congresso.geologibasilicata.it

Nel corso della prima sessione sarà analizzato lo stato dell’arte della ricerca di idrocarburi in Basilicata e in altre Regioni d’Italia, mettendo a confronto le diverse esperienze con particolare riferimento alla Regione Sicilia che, al pari della Basilicata, rappresenta un luogo di grande interesse dal punto di vista petrolifero e gas anche con estrazioni off-shore. Verrà analizzato principalmente il contributo dell’esplorazione petrolifera alla conoscenza del sottosuolo.

Nella Seconda sessione, si parlerà di modellazione dei sistemi petroliferi e di gas naturali e dell’esplorazione geologica del sottosuolo con particolare riferimento al rischio geologico e a innovazione e tecnologie anche in campo geofisico. Non è più procrastinabile il progetto di organizzare una banca dati regionale sull’esplorazione del sottosuolo; bisogna mettere a frutto le autorizzazioni sull’esplorazione nel sottosuolo per arricchire il patrimonio di conoscenze che costituisce la base per le successive applicazioni e analisi dei rischi ambientali.

La Terza sessione, affronterà il tema delle pericolosità geologiche e delle problematiche connesse alla geoingegneria. In particolare si parlerà di sismicità indotta da estrazione e re-immissione dei fluidi nel sottosuolo, affrontandone aspetti e criticità: iterazione tra perforazione e falde idriche, la gestione dei rifiuti, il monitoraggio dei movimenti lenti del terreno, ecc..

Senza la pretesa di trovare soluzioni o dettare le regole, ma cercando un confronto di esperienze che possa contribuire a comprendere più e meglio i rischi connessi. Infine, si affronterà il delicato e attualissimo dibattito sullo stoccaggio e la reimmissione, cercando di rispondere alla domanda: esiste la possibilità che si verifichino fenomeni sismici a seguito di tali attività?

La Quarta sessione, è di tipo economico ed etico. Si parla di ricadute economiche sul mondo professionale analizzando lo stato dell’arte tra passato e presente, ponendo le basi per cogliere questa opportunità non solo per creare maggiore occupazione nel settore ma facendo sì che un maggiore coinvolgimento di professionisti qualificati possa costituire una risorsa per il territorio in termini di sicurezza e salvaguardia ambientale. I Geologi vogliono porre l’attenzione sull’utilizzo della loro professionalità come presupposto per uno sviluppo sostenibile. Inoltre, si è ritenuto importante interrogarsi sul tema della responsabilità di chi opera nel settore delle Geoscienze, mettendo al centro delle questioni etiche il geologo, quale esperto del territorio e di tutte le sue pericolosità, sia che operi nel settore della ricerca che in quello pubblico e istituzionale, sia che svolga attività professionale o che sia impegnato nella didattica e nella divulgazione scientifica.

Nella Tavola Rotonda, più politico-programmatica, si tratteranno le politiche di tutela e prevenzione ambientale, l’importanza dell’innovazione tecnologica e della formazione. Parteciperà anche il rettore dell’università del Mozambico per uno scambio di esperienze in tema di alta formazione finalizzata

Si vuole rilanciare l’idea di far nascere un centro di alta formazione in Basilicata sulle tematiche specifiche che debba portare alla formazione di laureati esperti da assumere non solo nell’industria ma anche nella pubblica amministrazione in modo che questa possa, in modo autonomo e senza condizionamenti, supportare le scelte strategiche e politiche di un territorio.

Nella Quinta sessione, saranno analizzate le tecniche di monitoraggio e controllo ambientale attraverso casi studio, e successivamente le problematiche legate alle procedure di valutazione di impatto ambientale analizzando le principali matrici ambientali. Sarà presentato il contributo dell’ARPAB, relativo all’attività di monitoraggio.

La Sesta sessione affronta gli aspetti legati alle attività di stoccaggio: Gas e CO2, cercando di rispondere alle tante domande che provengono da più parti: perché stoccare nel sottosuolo CO2, gas, ed altro? Quali i rischi e gli impatti? Quali gli aspetti geologici da valutare? Cosa assicura che restino confinati? Come viene e verrà svolta l’attività di monitoraggio?

Nella Settima sessione, infine, sarà analizzato un caso, forse unico nel suo genere, di estrazione petrolifera all’interno di un Parco Nazionale, valutandone la compatibilità, le attenzioni da porre in essere e lo stato di fatto attuale. Energia e geoturismo è un binomio possibile? Sarà presentato prima il grande valore del Patrimonio geologico dell’alta Val D’Agri, per poi analizzare le altre principali risorse di cui è dotata ed i possibili impatti. Le nuove tecnologie per la sicurezza nelle operazioni dell’industria petrolifera sono argomento quanto mai interessante e pregnante considerato il valore ambientale delle aree interessate dall’indotto. Al termine sarà presentata l’attività dell’osservatorio ambientale e l’interazione dell’industria estrattiva con i piani stralcio per la difesa dal rischio idrogeologico.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *