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Venduti un milione e mezzo di voucher nella provincia di Lecce nel 2016

Sono stai un milione e mezzo i voucher venduti nel 2016 in provincia di Lecce. Nella graduatoria stilata dal servizio Politiche del Lavoro della Uil, il Salento si colloca al 2° posto in regione, dietro il Barese, e al 32esimo in Italia. L’incremento rispetto all’anno precedente è stato dell’11,2%. Sul piano nazionale, il ricorso ai voucher è avvenuto per due terzi al Nord, e non è un caso che nelle prime 10 posizioni, tranne Roma, ci siano solo città del Settentrione: Milano (9,8 milioni) è in testa, seguita da Torino (5,6 milioni), Roma (5,1 milioni), Brescia (4,2 milioni), Bologna (3,9 milioni), Verona (3,8 milioni), Bolzano (3,6 milioni), Venezia e Padova (3,3 milioni) e Treviso (3,2 milioni). L’impiego dei voucher per circa la metà ha riguardato i comparti ai quali è stato allargato dopo la riforma del 2012, edilizia, trasporti e industria. Afferiscono al turismo circa 21 milioni dei 145 milioni di buoni lavori.
L’analisi dei dati è stata oggetto di analisi da parte di Salvatore Giannetto, segretario della Uil leccese. “Quel che più ci preoccupa è il dato dei settori di attività in cui si utilizzano maggiormente i buoni lavoro in Puglia e nel Salento: commercio, turismo e servizi (terziario), con quasi il 50% dei voucher emessi. Tutte attività piuttosto distanti da quelle rispetto alle quali è nato il lavoro accessorio: lavoro domestico, giardinaggio, attività sportive, solo per citare alcune categorie”, ha detto.
Per la Uil di Lecce, il governo nazionale ha il dovere di intervenire con urgenza: “Occorre evitare le frodi e gli abusi – prosegue Giannetto – colpendo in particolare chi ‘copre’ con un voucher un rapporto di lavoro pluri-orario (per evitare le sanzioni in caso di controlli), aspetto questo emerso dalla discordanza tra il dato dei voucher venduti e quelli realmente utilizzati. E bisogna intervenire radicalmente sulle aree e i settori dove la liberalizzazione dei voucher ha prodotto più danni: industria, edilizia, terziario, servizi e turismo”.

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