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A Canosa il convegno sul sistema sanzionatorio penale e giustizia riparativa nella riforma Cartabia

Lunedì 3 aprile p.v. alle ore 10.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Canosa di Puglia si è tenuto il convegno dal titolo: “Sistema sanzionatorio penale e giustizia riparativa nella riforma Cartabia: il ruolo delle Fondazioni che promuovono la cultura” organizzato dalla Fondazione Archeologica Canosina .E.T.S.
Dopo i saluti del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e del Sindaco di Canosa di Puglia Vito Malcangio, sono intervenuti il Procuratore della Repubblica di Trani il dott. Renato Nitti, la dott.ssa Anita Guarnieri della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Bat e Foggia, l’avv. Francesco Logrieco Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trani e il dott. Emilio Molinari Direttore Interdistrettuale U.E.P.E. Puglia e Basilicata.
A conclusione, l’intervento del Sen. Avv. Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia.
Il Convegno ha visto tra gli organizzatori anche l’Ordine degli Avvocati di Trani e l’Associazione degli Avvocati “A.Palmieri” di Canosa.
Iniziale plauso all’iniziativa intrapresa dalla Fondazione Archeologica Canosina da parte del Sindaco Vito Malcangio: “Crediamo nella giustizia riparativa prevista nella riforma Cartabia, nel recupero ed integrazione di chi si è macchiato di piccoli reati e vuole rifarsi una vita. L’amico presidente dottor Sergio Fontana anche in questo ha dimostrato il suo essere innovativo ed a lui rivolgo a nome dell’amministrazione comunale un sentito ringraziamento per aver voluto organizzare la manifestazione all’interno della Sala Consiliare Comunale”
Ad aprire il convegno il Presidente della FAC Sergio Fontana, il quale ha evidenziato il pluriennale lavoro della Fondazione archeologica canosina, giunta al suo trentesimo anno di attività, nell’ambito culturale e sociale:” Siamo lieti di mettere a disposizione la Fondazione Archeologica Canosina per offrire un’occasione di reinserimento all’interno della società per le persone che possono espiare la propria pena con un lavoro di pubblica utilità. La valorizzazione del territorio passa anche dal coinvolgimento del singolo cittadino e della cittadinanza intera attraverso la stretta cooperazione tra le istituzioni e la cittadinanza attiva”
Ha proseguito i lavori il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Renato Nitti, evidenziando i benefici posti in essere dalla Riforma Cartabia: “La Giustizia riparativa ci invita a considerare il reato commesso non soltanto come una violazione di un particolare precetto, ma anche come un momento di rottura dell’equilibrio sociale tra individui o tra individuo e comunità. Un momento di rottura ma anche un’opportunità di crescita che, attraverso l’incontro con la sofferenza della vittima, può portare alla effettiva presa di coscienza da parte di chi ha commesso il reato delle conseguenze di ciò che ha fatto, conducendolo al reinserimento nel tessuto sociale”
Difatti, particolare attenzione è stata posta al ruolo che la Cultura può svolgere nella attuazione di misure alternative alla detenzione, passaggio fondamentale nel percorso rieducativo del condannato e uno snodo cruciale nell’ottica del suo reinserimento sociale, oltre che elemento incidente in maniera più che significativa sul tasso di recidiva, come ha affermato la Soprintendente Anita Guarnieri: “L’accordo siglato tra la Fondazione archeologica canosina e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani offre un’importante opportunità di riscatto sociale attraverso la cultura. Da anni la FAC, firmataria di un accordo per la valorizzazione e promozione del patrimonio archeologico di Canosa di Puglia, con la Direzione Generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio, la Direzione Generale Musei e il Comune di Canosa, pone in essere collaborazioni che valorizzano la sinergia tra pubblico e privato utili alla collettività, portando notevoli benefici alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale”
Ha concluso il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto: ”La Riforma Cartabia permette il recupero dell’individuo e il suo reinserimento attraverso una pena rieducativa, non soltanto nell’esecuzione carceraria ma anche nelle sue conseguenze sociali. Il carcere è l’extrema ratio, con la rieducazione attraverso la bellezza dell’arte e della cultura si creano nuove opportunità per il condannato. La Fondazione archeologica canosina con le sue ricchezze archeologiche offrirà un’occasione di riscatto, divenendo un esempio da seguire nel territorio”.

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