Canosa (Bt): ha il suo innovativo strumento di pianificazione territoriale

Sfidando la superstizione, nella seduta di martedì 17 marzo, all’unanimità il Consiglio Comunale ha approvato definitivamente il Piano Urbanistico Generale.

Con questo ultimo e più complesso atto, la Città di Canosa è il comune tra i più all’avanguardia in materia di disciplina urbanistica, non a caso è frequentemente citato e preso ad esempio dall’Assessore Regionale all’Urbanistica della Regione Puglia, prof.ssa Angela Barbanente.

Non è per banale o autolesionistica autoreferenzialità, non è per ragioni di appartenenza. E’ solo per una doverosa considerazione di merito: questo risultato ha un nome, una paternità, Francesco Ventola.

Se è vero che i risultati sono sempre di squadra – pure nelle attività individuali c’è il contributo di qualcuno – anche in questo caso molti hanno condiviso e lavorato profondendo impegno e professionalità. Ma come sempre serve una guida tenace e capace per conseguire risultati difficili.

In un intervento sulla stampa, locali rappresentanti di SEL  e Puglia per Vendola parlavano di sette anni (5 dell’Amministrazione Ventola più i 2 ultimi) di “travagliata” gestione trascorsi per arrivare alla approvazione definitiva del PUG. Perché travagliata?

Qualunque persona non particolarmente qualificata è giustificata se in materia usa aggettivi impropri, non avendo gli strumenti per comprendere l’immane lavoro svolto. Però, basterebbe leggere semplicemente l’elenco degli adempimenti necessari, realizzati da fine 2007 ad aprile 2012 dalla precedente Amministrazione di centrodestra del Sindaco Francesco Ventola e conclusi con gli ultimi adempimenti, per avere un minimo di consapevolezza. Ogni adempimento ha richiesto intese, incontri, atti formali ed informali. Se si aggiunge la complessità e la unicità del territorio di Canosa che ha obbligato il coinvolto di molteplici enti e soggetti, il quadro comincia ad essere più chiaro, circa il lavoro svolto e la personalità che ha consentito tutto ciò.

Non ci si commuove per poco, come è successo all’ex Sindaco Francesco Ventola nel suo intervento in Aula Consiliare martedì sera. Vedere il compimento di un lavoro su cui si è creduto e si è puntato tantissimo, perché fondamentale e per le potenzialità intrinseche, e che altri Comuni fanno fatica a copiare, è motivo di enorme soddisfazione.

Dopo l’approvazione definitiva del 1° PRG del Comune di Canosa (si badi bene ci sono voluti niente popò di meno di 25 anni per approvarlo anche grazie all’attività di un commissario ad acta), a ottobre 2007 si è avviato il procedimento per la redazione del PUG della città. Nei 5 anni che hanno preceduto l’attività dell’attuale amministrazione, è stata completamente chiusa da parte dell’amministrazione di centro destra la fase dell’intera redazione di uno strumento urbanistico di nuova concezione, che ha visto un attività di intensa concertazione, anche ed in particolare con la Regione Puglia, mediate le due conferenze di co-pianificazione (due sulla carta, ma in realtà innumerevoli sono stati gli incontri), nelle quali la stessa ha dettato in maniera inequivocabile le proprie indicazioni in corso d’opera per la redazione del nuovo strumento urbanistico della città di Canosa, indicazioni che all’epoca erano considerate a carattere sperimentale e  che oggi sono entrate a far parte del novero dell’apparato normativo regionale, ritenuto innovativo a livello nazionale.

Il piano adottato era composto da un corposa componente conoscitiva, supportato da una procedura di VAS, da un quadro specifico e preciso di indirizzi urbanistici per lo sviluppo della città, scritti di concerto con la Regione Puglia.

Si tenga conto che in quella fase è avvenuta anche un’altra importante attività di concertazione del piano con l’Autorità di Bacino, con la quale è stata scritta un’ulteriore pagina innovativa nel panorama delle norme, con le quali un vincolo di inedificabilità viene tradotto in opportunità urbanistica a vantaggio di diritti edificatori (a qualcuno dei tecnici presenti in uno dei tanti incontri, è rimasto in memoria la determinazione dell’allora Sindaco Ventola nel fronteggiare i rilievi dei vertici dell’Autorità di Bacino).

Ora alcuni si sbracciano per rimarcare distinguo. L’attuale Amministrazione ha modificato il PUG adottato, ha modificato alcuni indici in ossequio a quanto chiesto dalla Regione; aspetti che si potrebbero offrire ad una lettura diversa, opposta, fatta di analisi e considerazioni tecniche, di dettagli o di alcune scelte di dubbia opportunità. Peraltro, sembrerebbe strano il percorso condotto nella fase conclusiva, quando all’esito di tutta l’attività di co-pianificazione e formazione del Piano e all’esito della sua adozione, sia stato giudicato in parte carente ed incompleto.

Perciò riteniamo che, in sede di Conferenza con la Regione, il PUG di Canosa poteva essere difeso meglio se tra gli obiettivi non ci fosse stato anche l’interesse a sollevare fumo al fine di confondere una chiara paternità. Non è scorretto ricordare che nessuno dei candidati Sindaci – tranne il candidato di centrodestra Sabino Caporale – aveva posto l’approvazione del PUG tra i propri obiettivi. Per noi è stato sempre prioritario. E se tutti oggi plaudono, ci fa enormemente piacere. Ma non era nel Programma elettorale dell’attuale amministrazione, men che meno nelle mai presentate Dichiarazioni Programmatiche. E’ storia degli ultimi due anni la nostra continua sollecitazione a concludere il percorso di approvazione che oggi stiamo celebrando.

Ma tutto questo giustamente interessa poco la gente. Oggi la gente deve apprezzare la continuità amministrativa, questa sì meritevole; deve sapere e deve comprendere che cosa significa per ogni cittadino, per ogni artigiano, per ogni imprenditore, avere un Piano Urbanistico Generale. Uno strumento di tutela, di salvaguardia, snello ed efficace per far fronte ai diversi bisogni. E’ questa la ragione per cui Canosa, a maggior ragione per la difficile fase di crisi in corso, riceve i nostri migliori auguri di crescita e sviluppo. Evviva!

I capigruppo consiliari di centrodestra Mariangela Petroni, Giovanni Matarrese, Saverio Di Nunno

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