Il biologico in Basilicata: tavola rotonda all’Alsia a ‘Naturalmente lucano’

Il settore dell’agricoltura biologica sta vivendo una congiuntura molto particolare in Basilicata. Si assiste ad un assestamento della base produttiva, dopo l’esaurimento dei contribuiti regionali che ha portato ad una consistente chiusura di aziende convertite al bio. Di queste e di altre criticità, come delle varie opportunità che possono giovare al comparto, si parlerà nella tavola rotonda in programma sabato 21 aprile alle 10.00 nella cornice fieristica di Naturalmente Lucano a Tito Scalo (PZ). Nel corso dell’incontro, rivolto agli operatori del settore agricolo e al mondo della scuola, verrà presentato lo stato dell’arte del settore in Basilicata e le potenzialità ancora da esprimere. Vi prenderanno parte esperti del settore biologico lucano e concluderà i lavori l’Assessore regionale all’Agricoltura Rosa Mastrosimone.

Non mancheranno inoltre le testimonianze degli organismi di certificazione del biologico, delle associazioni di categoria e dei singoli produttori agricoli che concretamente, direttamente o indirettamente, hanno contribuito a mantenere attivo il settore che, in Basilicata, ha una lunga esperienza. Oggi i dati del bio lucano mostrano il segno negativo: secondo i dati del Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’Agricoltura biologica) nel 2010 la nostra regione ha visto un -54,7% di superfici in meno e un -58,2% degli operatori. Mentre nel 2009, Rete Rurale – il sistema di monitoraggio dello sviluppo rurale del Ministero delle politiche agricole (Strategie per l’agricoltura biologica nei Psr 2007-2013, Roma maggio 2009) – indicava la Basilicata come la prima regione in Italia per percentuale di superficie destinata alle colture biologiche, con il 21,2% della Sau (Superficie agricola utilizzata), ovvero 115.144 ettari su 542.256 ettari totali. La ragione del calo è dovuta principalmente alla mancanza di bandi di sostegno dal 2005 al 2011. Tuttavia, questa può essere vista come una fase di “maturità” sia dei produttori che del mercato. E’ in atto un ricambio delle aziende e la richiesta di prodotti biologici da parte dei consumatori è l’unica in crescita in campo agroalimentare in questo periodo di crisi.

 

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