La strage di Brindisi nell’anniversario di Falcone e Borsellino

L’anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti di scorta quest’anno è stata turbata con l’attentato di un ordigno fatto esplodere davanti alla scuola professionale di Brindisi intitolata proprio al giudice Falcone ed a sua moglie. L’esplosione dell’ordigno ha provocato la morte di Melissa, una giovane studentessa di Mesagne, mentre la sua compagna versa ancora oggi in gravissime condizioni presso l’Ospedale di Brindisi. Diversi sono stati i giovani studenti feriti materialmente dall’esplosione, mentre altri sono stati feriti moralmente e psicologicamente.

Il barbaro attentato terroristico e criminale avvenuto alla scuola di Brindisi, simbolo dell’innocenza e della cultura, fa rivivere i momenti tragici di Palermo con le stragi di Capaci e via D’Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli Agenti delle loro scorte.

A quell’atto criminale bisogna rispondere e reagire con decisione, le tentazioni di violenza e le provocazioni terroristiche vanno stroncate sul nascere; l’escalation di violenza che sta colpendo il nostro Paese ed ora il nostro Mezzogiorno, già contrassegnato da una crisi economica e lavorativa che colpisce le famiglie monoreddito ed i tanti giovani disoccupati sta colpendo le coscienze dei cittadini.

Bene hanno fatto i presidi brindisini a far sì che il giorno dopo la strage tutti, studenti e professori, riflettessero sulla legalità e condannassero la criminalità.

Tutti abbiamo il dovere di trovare la massima coesione e promuovere quelle culture sane della società civile, l’associativismo, le forze sociali e sindacali per ricordare le stragi di Capaci e di via D’Amelio e condannare con iniziative pubbliche ogni atto criminale, e dopo l’attentato di Genova al direttore dell’Ansaldo, ora è toccato alla scuola di Brindisi, chi sarà il prossimo obiettivo di un folle criminale o di una organizzazione criminale che vuole attentare a chi? Forse ancora allo Stato?

E’ giunto il momento di unirsi nella solidarietà commemorare i giudici Falcone e Borsellino, gli agenti di scorta e di esaltare il lavoro di magistrati e Forze di Polizia che incessantemente lottano contro il fenomeno mafioso e contro ogni forma di criminalità per garantire la serena convivenza civile dei cittadini.

C’e la necessita di ricordare e di unirsi al dolore delle famiglie di quanti hanno perso i loro cari accomunandosi nel dolore della famiglia della ragazza morta nell’attentato di Brindisi ed ai genitori degli studenti rimasti feriti.

L’orrore e lo sgomento per il tragico attentato di Brindisi riecheggia nel mio stato d’animo come senso di rigetto e di paura per la tenuta della democrazia e delle libertà civili che con il sacrificio di molti si è cercato di debellare dal Paese.

Ad ogni livello Istituzionale e politico in particolare, occorre prendere atto dell’esistenza di un clima insidioso che serpeggia nella società civile e che sta contrassegnando con gesti estremi cittadini che sono sull’orlo della esasperazione a causa di una crisi economica dilagante. Non è più possibile stringere la cinta ed i giovani meridionali, molti dei quali definiti cervelli in fuga, scappano sempre più lontano. Se a tutto questo aggiungiamo anche il clima di timore che si sta riprendendo a respirare in questi giorni, allora non resta che fuggire. Ma nel giorno della commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio abbiamo il dovere morale e civile di continuare sulla scia di quei due valorosi magistrati, morti perché volevano un sistema civile più giusto e corretto, perché credevano nei valori della legalità e della giustizia e non hanno mai smesso di lottare e di difendere i valori di una società civile che si ribella alla violenza mafiosa e terroristica per una società più giusta .

La mia esperienza professionale in terra di sicilia per aver lavorato alle dipendenze di magistrati,e aver vissuto gli scontri di piazza negli anni ‘70, la strage di Piazza Fontana e la strategia della tensione in un periodo in cui imperversava anche la lotta armata che teneva in continuo allarme il Paese, mi porta a sostenere ed incoraggiare ogni iniziativa di solidarietà e di promozione della legalità, contro ogni forma di corruzione ed invito tutti a rammentare le frasi citate da Falcone quando affermava “che gli uomini passano le idee rimangono”. Saliamo tutti insieme sulla nave della legalità.

In un momento di instabilità politica, occorre prendere per mano il destino della gente che si sente abbandonata da una politica che deve trovare maggiore coesione e mettere tutti d’accordo per salvare il destino delle famiglie e dei giovani.

Questa mia riflessione è fuori da ogni schema ideologico e in totale libertà di giudizio, quale operaio poliziotto che ha lavorato per oltre 40 anni difendendo le istituzioni e contro il sistema dell’illegalità, che ha visto e vissuto scenari raccapriccianti di questo Paese, ma i cui ultimi episodi di violenza non nascondo un debito timore che la situazione di tensione è ormai insita in ogni persona, in ogni famiglia e non va sottovalutata.

Auspico che la presenza dello Stato, con i suoi massimi vertici presenti in questi giorni a Brindisi, dia già il primo segnale che noi cittadini non siamo soli e che questo Stato che tanto ci sta chiedendo in quest’ultimo anno, voglia ridarci qualcosa, a cominciare dalla serenità di vivere quotidianamente.

Lorenzo Creanza – Coordinatore SIAP Consulta Pensionati Polizia

 

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