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L’Ufficio Ambiente della Provincia di Matera intende fare alcune precisazioni su Tecnoparco

In riferimento alla notizia relativa alle presunte responsabilità dei dirigenti pro tempore della Provincia di Matera, riguardo all’inquinamento causato dalla rottura della condotta di collegamento degli impianti industriali Syndial e Drop con il sito di trattamento Tecnoparco Valbasento, l’Ufficio Ambiente della Provincia di Matera intende fare alcune precisazioni.

Nel documento pubblicato dagli organi di informazione viene evidenziato: “Dopo l’evento del marzo 2011, la condotta fognaria è stata ripristinata, in forza di un nulla osta e di un permesso di riattivazione rilasciati dal dirigente pro tempore dell’Ufficio Ambiente della Provincia di Matera a favore di Tecnoparco, in violazione delle norme di legge che prevedono la competenza al rilascio di tale autorizzazione alla Regione”.

In proposito si precisa che la Provincia di Matera ha rilasciato il parere positivo al ripristino di un’infrastruttura (condotta) presente sul territorio da decenni. Il nulla osta e il parere, che sono provvedimenti endoprocedimentali, non rappresentano, com’è noto, titoli autorizzativi allo svolgimento di attività di smaltimento dei reflui.

Quanto all’esistenza di una condotta fognaria, quella di Ferrandina, che si definisce non ricompresa nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) della Regione Basilicata e di cui sarebbe stata omessa la comunicazione, da parte della Provincia, alla stessa Regione, si fa presente inoltre che l’Aia non vincola la scelta delle modalità di conferimento delle acque reflue industriali o dei rifiuti liquidi. Nell’Aia è infatti contemplata sia la modalità del loro trasferimento all’impianto di trattamento tramite condotta, che con l’utilizzo di autobotti. La modifica delle modalità di conferimento dei reflui e dei liquidi industriali non sono vincolate, quindi, all’ottenimento di autorizzazione Aia, ma necessitano, nel caso, solo dei titoli edilizi necessari per effettuare i lavori di scavo e di messa in posa della condotta.

Ad ulteriore precisazione, si fa presente che la Regione Basilicata era perfettamente a conoscenza della presenza della condotta fognaria di Ferrandina utilizzata dalla Drop, dal momento che all’atto dell’interruzione della condotta principale, Tecnoparco ha dato luogo (art. 242 D.Lgs. 152/06) alla messa in sicurezza di emergenza (Mise), dandone comunicazione al Comune di Ferrandina, alla Provincia di Matera, alla Regione Basilicata e alla Prefettura di Matera. Nei giorni successivi, Tecnoparco, in contraddittorio con Arpab, ha provveduto al prelievo di campioni per determinare lo stato di inquinamento e determinare, eventualmente, il superamento delle Csc (concentrazione soglia di contaminazione). Dai report analitici si evince il mancato superamento delle Csc. Relazione, report analitici e autocertificazione sono stati inoltrati, oltre che alla Provincia di Matera, anche alla Regione Basilicata e al Ministero dell’Ambiente che nulla hanno eccepito sia sotto il profilo formale che sostanziale.

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