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Presentata la Strategia regionale dello Sviluppo Sostenibile in Regione Puglia

Questa mattina, nel palazzo della Regione Puglia di via Gentile, è stata presentata la Strategia dello Sviluppo Sostenibile della Regione Puglia. Il documento, redatto dall’assessorato all’Ambiente, rappresenterà la bussola in grado di orientare tutte le politiche regionali – dallo sviluppo economico all’agricoltura, passando per il turismo e le politiche di inclusione e formazione – nella direzione della sostenibilità. All’incontro hanno preso parte Anna Grazia Maraschio, assessora all’Ambiente della Regione Puglia, Paolo Garofoli, direttore del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia, e Serena Scorrano, funzionaria responsabile della definizione e attuazione della strategia regionale di sviluppo sostenibile.

 

“Ho fortemente voluto la stesura di questa strategia, che reputo fondamentale per il futuro della Puglia – ha dichiarato l’assessora all’ambiente Anna Grazia Maraschio – Quando penso alle parole ‘sviluppo sostenibile’, mi vengono in mente le future generazioni. Si tratta, infatti, di parole intrise di futuro e di responsabilità, una responsabilità che abbiamo soprattutto nei confronti dei nostri figli e nipoti. Affinché le generazioni future possano godere di un pianeta vivibile è necessario attivare azioni sostenibili a partire da adesso. Un grande atto di responsabilità è, quindi, quello di lavorare oggi per garantire l’unico domani possibile”.

 

“Lo sviluppo sostenibile – ha proseguito Maraschio – è l’unica strada percorribile che l’umanità ha davanti. Si tratta di un tipo di sviluppo che non si occupa esclusivamente del lato economico e finanziario, ma include anche la dimensione sociale e quella ambientale, sempre più determinanti per la qualità della vita di ognuno di noi. Un’economia che non considera assieme il capitale economico e il capitale naturale non è una buona economia. La politica che abbiamo in mente non si sottrae alle grandi sfide e deve essere in grado di gestire e non subire i grandi cambiamenti della nostra epoca. Per questo, ci siamo posti l’obiettivo di affrontare questa nuova grande prova tramite la Strategia Regionale di Sviluppo sostenibile della Puglia”.

 

Il lavoro di definizione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile si è realizzato attraverso un percorso complesso e articolato che ha visto la compartecipazione di molteplici soggetti pubblici e della società civile. Infatti, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia, attraverso un’attività progettuale che ha previsto anche l’attivazione di tavoli partecipativi con l’istituzione del Forum Regionale sullo Sviluppo Sostenibile, ha operato una ricognizione su scala territoriale delle politiche e delle azioni messe in campo dalla Regione Puglia e ha definito il documento strategico attraverso la declinazione dei 17 obiettivi Onu dell’Agenda 2030.

 

La Strategia si compone complessivamente di 9 ambiti regionali di intervento, 18 scelte regionali di sostenibilità e 72 obiettivi regionali di sostenibilità.

 

Tra gli ambiti di intervento figura quello denominato “Più competitivi con la Puglia sostenibile”, che punta a sostenere la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo sostenibile delle imprese, e ad affermare modelli sostenibili di produzione e consumo attraverso il sostegno alla blue economy per produzioni rispettose dell’ambiente e per la valorizzazione del territorio, il rafforzamento delle filiere agroalimentari in un’ottica di integrazione, il supporto alle produzioni tipiche e di qualità del territorio, il controllo fitosanitario del territorio e l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, la chiusura del ciclo delle acque e il loro riuso in agricoltura e industria.

 

Una particolare menzione merita, inoltre, l’ambito denominato “Voglio andare a vivere in Puglia”, che punta a favorire la permanenza o il rientro dei giovani pugliesi che si sono trasferiti fuori Regione o fuori dall’Italia attraverso iniziative che spaziano dalla possibilità di beneficiare di una formazione universitaria e post-universitaria inclusiva e accessibile all’implementazione di politiche attive del lavoro più efficaci, da processi di avvio e incubazione di forme di imprenditoria giovanile al sostegno di quelle di start up che hanno raggiunto i primi successi.

 

Cruciale, tra gli altri ambiti, è anche quello denominato “Un patto per il clima, per l’ambiente e per l’economia verde sostenibile”. In tale ampio ambito vengono contemplati temi trasversali quali la resilienza dei territori e le città sostenibili, il consumo di suolo e il contrasto ai detrattori del paesaggio, la tutela della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse naturali.

 

“La Strategia regionale – ha dichiarato Paolo Garofoli, direttore del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia – dovrà assicurare l’equilibrio fra la crescita economica e il suo impatto sull’ambiente, il rispetto delle condizioni di stabilità ecologica, la salvaguardia della biodiversità e il soddisfacimento dei requisiti sociali connessi allo sviluppo delle potenzialità individuali quali presupposti necessari per la crescita della competitività e dell’occupazione. Per adempiere a tale compito, i 17 obiettivi Onu dell’agenda 2030 sono stati introdotti nella pianificazione e nella programmazione regionale, territorializzandone la lettura e ponendo i traguardi previsti come misura di monitoraggio dell’attuazione della stessa strategia pugliese. Si tratta di un approccio di programmazione innovativo che lancia una nuova sfida, quella della transizione amministrativa: da un approccio di governo settoriale si passa infatti a un approccio di governo integrato”.

 

Serena Scorrano, funzionaria responsabile della definizione e attuazione della strategia regionale di sviluppo sostenibile, ha infine dichiarato che “la Strategia dello Sviluppo Sostenibile della Regione Puglia è uno strumento di alta programmazione che dovrà rinnovare e rivoluzionare sia la definizione della programmazione regionale sia il monitoraggio della stessa, al fine di riorientare le scelte. Il decisore politico non potrà prendere decisioni politiche se non guardando questi obiettivi di sviluppo sostenibile: è questa la grande forza del documento ed è questa la chiave di lettura che l’Agenda Onu 2030 impone a tutte le comunità. Il prossimo passo sarà il consolidamento delle competenze in materia di sostenibilità, attraverso un programma di formazione e educazione specifico”.

 

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