Puglia: l’unica scuola steineriana del sud Italia è a Manduria (Ta). Dall’asilo nido alle medie, c’è chi emigra qui per l’istruzione alternativa

Al di là della notorietà, che cosa hanno da spartire l’attrice Jennifer Aniston e il calciatore olandese Robin Van Persie? Lo stesso background culturale ed educativo che li accomuna a Kenneth Chenault, top manager di American Express, Alexander S. Kekulé, microbiologo di fama internazionale, Roger Goldammer, designer della Harley Davidson. Ovvero l’aver frequentato un percorso di crescita e di studio di tipo steineriano. Ma il vero successo di questo genere di proposta formativa non risiede solo nelle brillanti carriere di molti suoi ex alunni, ma soprattutto nella diffusione di un’idea alternativa di apprendimento e di progresso evolutivo della persona. Il metodo pedagogico elaborato nel 1919 da Rudolf Steiner, filosofo e scienziato austriaco, è infatti il principio ispiratore di ben 1063 scuole nel mondo, di cui 31 italiane. Tra queste ultime, la scuola La Fonte, attiva a Manduria (Ta), da 22 anni con l’asilo nido, il giardino dell’infanzia e le classi elementari e medie. Unica nelle regioni peninsulari del sud, la scuola manduriana, fondata su iniziativa di Fernando Lomartire, è da tempo punto di riferimento anche di famiglie di altre zone d’Italia, che investono nella crescita consapevole e armonica dei propri figli, a tal punto da decidere di trasferirsi nella cittadina messapica, per permettere loro la frequenza regolare del percorso scolastico. «La bontà della nostra programmazione e la presenza di un corpo docente altamente qualificato – racconta Tino Semeraro, presidente del Giardino degli Ulivi, l’associazione rettrice della scuola – ci ha fatto guadagnare la fama di ambiente educativo di eccellenza, anche in relazione ai progressi ottenuti nei casi di bambini “etichettati” come problematici o con difficoltà di integrazione e apprendimento». Frequentando la scuola La Fonte, i bambini assolvono all’obbligo scolastico nei termini di legge, affrontando regolarmente l’esame previsto alla fine della scuola media presso un istituto statale. Ciò che cambia è la metodologia di insegnamento, fondata sulla conoscenza dell’essere umano in divenire a sulle sue disposizioni naturali, al fine di formare una persona completa e non solo colta. Educare in modo armonico le facoltà cognitivo-intellettuali (pensiero), quelle creativo-artistiche (sentimento) e quelle pratico-artigianali (volontà) dell’allievo permette di sviluppare non solo le capacità di astrazione e concettualizzazione (su cui maggiormente punta la scuola tradizionale), ma anche quelle dell’applicazione pratica e della soluzione creativa, sempre più richieste nella società contemporanea. La diversa impostazione del corso di studi non genera alcuna disparità di conoscenze tra i bambini della scuola steineriana e quelli della scuola tradizionale, dando anzi una marcia in più in termini di entusiasmo. «Vediamo con soddisfazione – spiega Semeraro – che i nostri bambini esprimono ogni giorno la gioia di vivere la scuola, pur dovendo alcuni alzarsi alle 6 del mattino per raggiungerla da altre città pugliesi. E nell’esperienza dell’esame di stato alla fine della scuola media, così come nel successivo passaggio alla scuola superiore tradizionale, non accusano lacune rispetto ai loro coetanei di altra formazione. Al contrario, dimostrano una straordinaria capacità di adattamento al nuovo corso di studi, derivata proprio dal percorso di crescita intrapreso da piccoli». Ai nastri di partenza dell’anno scolastico 2015-2016 la scuola La Fonte si presenta con un’importante novità. Lasciata la sede concessa per diversi anni in comodato d’uso dall’imprenditore Antonio Calò, sarà presto inaugurata una nuova struttura. «Una grande e bella villa, con ampi spazi all’aperto – annuncia Semeraro – ospiterà le attività scolastiche e associative in contrada Torre Bianca, sempre a Manduria, dal prossimo settembre. Rappresenta l’ennesimo sforzo dell’associazione per questo territorio, dopo il proficuo periodo passato nella proprietà di Antonio Calò, a cui saremo sempre grati per la generosità disinteressata con cui ci ha ospitato».

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