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Salento, gli agriturismi aprono le porte ai profughi ucraini

Iniziativa della Caritas e delle due associazioni CIA Agricoltori Italiani “Turismo Verde” e “Ases”. Sono già 15 le strutture agrituristiche salentine disposte ad accogliere le famiglie in fuga dalla guerra.

Sono già 15 le strutture agrituristiche salentine che hanno deciso di accogliere le famiglie ucraine in fuga dalla guerra. L’iniziativa di solidarietà è stata illustrata venerdì dal presidente nazionale di Turismo Verde (l’associazione di CIA Agricoltori Italiani che unisce gli agriturismi di tutta Italia), il salentino Giulio Sparascio, e dal direttore della Caritas diocesana Ugento-Santa Maria di Leuca, don Lucio Ciardo.

Attorno ai profughi ucraini che saranno accolti nelle strutture agrituristiche sarà costituita una vera e propria rete di solidarietà che coinvolge anche tante aziende agricole. Saranno diverse, infatti, le imprese del comparto primario associate a CIA Salento che metteranno a disposizione prodotti agricoli e altri beni di prima necessità.

Durante la conferenza in cui l’iniziativa è stata illustrata, don Lucio Ciardo, direttore della Caritas diocesana Ugento-Santa Maria di Leuca, ha espresso parole di grande apprezzamento sia ai titolari e ai lavoratori delle strutture agrituristiche sia all’organizzazione sindacale degli agricoltori CIA Salento, rappresentata per l’occasione oltre che da Giulio Sparascio anche dal presidente provinciale Benedetto Accogli.

Se si considerano le grandi difficoltà vissute negli ultimi due anni dal settore agrituristico e dal comparto agricolo in generale, questa iniziativa assume ancora più rilievo. Tra le famiglie che verranno accolte, ci saranno tanti agricoltori ucraini costretti ad abbandonare la loro terra e le loro attività che ora sono sotto le bombe di una guerra devastante e insensata.

La guerra in Ucraina ha già messo in fuga più di 500 mila persone. In Italia, secondo quota fissata dal Bilancio Ue, arriveranno il 13% degli ucraini in fuga dal conflitto. Occorre fare il più possibile per far fronte comune e affrontare questa nuova e terribile emergenza umanitaria, coinvolgendo anche le 24 mila strutture agrituristiche di tutta Italia. Ecco perché Cia-Agricoltori Italiani si è attivata e, con le sue associazioni Turismo Verde e ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, ha avviato la macchina dell’accoglienza insieme alla Caritas Italiana.

“Siamo con l’Europa e pronti a fare la nostra parte”, hanno spiegato i dirigenti delle due associazioni. “Precedenti esperienze, dal terremoto alla pandemia, ci hanno insegnato a non sottovalutare le emergenze, ma anche che occorre agire in modo puntuale e rapido per non vanificare gli aiuti”.

“Nel nostro Paese ci sono già 248 mila ucraini, una comunità forte che vivrà grandi stravolgimenti e alla quale possiamo far sentire il sostegno della nostra rete agrituristica nazionale, come di quella solidale della Ong di Cia che da tempo opera, insieme a tante altre organizzazioni, per la cooperazione internazionale. Ci uniamo, quindi, alla Caritas in Italia, in Ucraina e in tutta Europa. Rispondiamo all’appello da loro lanciato. Presto gli sfollati saranno milioni e non possiamo chiudere gli occhi”. Intanto, la Caritas sta portando avanti diverse iniziative di accoglienza, coinvolgendo tutte le prefetture. Il 27 marzo sarà realizzata una raccolta di prodotti agro-alimentari.

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