Lettera aperta di Pensiamo Basilicata al Presidente della Regione

Egregio Presidente,
nell’esprimere – a Lei e agli assessori regionali – apprezzamento per la qualità del dialogo e del confronto aperto avviato con le parti datoriali e sociali negli incontri tenutisi nelle scorse settimane, finalizzati ad affrontare la ripartenza post emergenza Covid-19 e a “rimettere in moto i motori dell’economia in modo governato e condiviso” esattamente come da Lei auspicato, le scriventi Associazioni datoriali ritengono importante richiamare la sua attenzione e quella della sua Giunta sul tema, a noi molto caro, della rappresentatività e del ruolo della rappresentanza imprenditoriale.
Un ruolo che, da ben nove anni, abbiamo scelto di esercitare in modo differente e ampliato, nel rispetto di quanto stabilito dal vigente Codice Europeo di Condotta del Partenariato, attraverso le relazioni partenariali delle singole organizzazioni datoriali associando contestualmente il valore
aggiunto della rappresentanza unitaria.
Avere elaborato negli anni una nostra visione per lo sviluppo economico e sociale della Basilicata, attraverso il recupero della centralità dell’impresa e attraverso la rimozione dei fattori di ostacolo alla sua crescita, ha reso possibile un nuovo modello di relazioni istituzionali, industriali e sindacali,
anche questo sempre ritenuto un ulteriore “valore aggiunto” perché è più facile elaborare le politiche industriali, settoriali e territoriali attraverso la programmazione e la definizione di strategie, obiettivi, protagonisti, modelli organizzativi e strumenti attuativi.
Siamo certamente consapevoli, Presidente, che la Basilicata sta vivendo un periodo di grande difficoltà e che la delicatezza del momento dovuta all’avvio della fase di ripartenza necessita di unità d’intenti e di massima condivisione.
È proprio la volontà di garantire la nostra piena collaborazione, nel rispetto dei reciproci ruoli e per evitare il moltiplicarsi di impegni spesso poco
funzionali a raggiungere l’obiettivo della proficua concertazione che, a distanza di circa un anno dal suo insediamento, risulta estremamente necessario evidenziare che oggi più che mai è importante operare in una logica sistemica basata sul confronto, per provare a dare nuovo slancio alle
politiche di programmazione in atto e da mettere in campo.
Questa stessa motivazione, Presidente, ha fatto maturare nelle stesse Associazioni, diversi anni fa e come innanzi detto, la necessità di cambiare passo, di abbandonare i personalismi per iniziare a operare secondo una visione condivisa sotto il nome di manifesto “Pensiamo Basilicata”.
Ora più che mai, considerata la profonda crisi che sta vivendo la Regione Basilicata, ritorna con forza l’esigenza e la volontà di continuare a operare, grazie soprattutto alla forte sinergia consolidatasi tra le associazioni di categoria dei diversi comparti (manifatturiero, artigianato, commercio e servizi, turistico, cooperazione, agricoltura e agroalimentare, edilizia e
specializzazioni impiantistiche etc.), secondo un metodo innovativo, caratterizzato dal continuo raffronto utile, tra le altre cose, a garantire la partecipazione di tutte le parti economiche e sociali alla programmazione dei fondi regionali, primi fra tutti quelli strutturali.
La scelta di non dotarsi di una forma giuridica e di mantenere un coordinamento capace di garantire relazioni partenariali sempre dirette e autonome nell’esercizio delle loro specifiche rappresentanze è stata, pertanto, fin dall’inizio una scelta ben precisa, dettata dalla necessità di
perseguire due principi fondamentali: quello della libertà di adesione e quello della coerenza dei comportamenti. Ciò ha consentito al Manifesto Pensiamo Basilicata – che, si ribadisce, raggruppa quattordici organizzazioni datoriali e rappresenta migliaia d’imprese che danno occupazione, producono valore economico, fanno innovazione sociale e produttiva – di svolgere il proprio ruolo della rappresentanza e della condivisione delle politiche di sviluppo e degli strumenti di programmazione di interesse delle parti economiche e sociali e di riuscire a incidere su molti temi strategici per lo sviluppo, collaborando attivamente al rilancio della Basilicata e a favorire la crescita della competitività del tessuto imprenditoriale lucano.
Incomprensibilmente e paradossalmente, oggi il valore unitario di Pensiamo Basilicata rappresenta un ostacolo all’esercizio di quella semplificazione del sistema della rappresentanza, fortemente richiesto, invece, dal mondo istituzionale.
In altre parole, non si riconosce alle sigle datoriali del Manifesto e al suo coordinatore, democraticamente eletto dalle associazioni e sul quale a nessunoè consentito sindacare, un ruolo da sempre finalizzato a favorire l’attuazione di azioni e strumenti afavore delle imprese lucane e dello sviluppo economico e occupazionale del territorio. Né sono accettabili alcune posizioni espresse, volte a limitare la libertà di esercitare la propria legittima funzione in modo aggregato attraverso un coordinatore che evidentemente svolge tale funzione su mandato e non per proprio arbitrio.
Per tali ragioni, Presidente, il Manifesto Pensiamo Basilicata – attraverso le proprie Associazioni Datoriali – Le chiede di ripristinare le auspicate e corrette relazioni istituzionali con l’intera sua Giunta , superando ogni possibile pregiudizio nello spirito di una leale e proficua collaborazione.

Le Associazioni Datoriali del manifesto Pensiamo Basilicata firmatarie: CONFIMI INDUSTRIA BASILICATA (presidente Nicola Fontanarosa), CONFAPI POTENZA (presidente Pierluigi Volta), CONFARTIGIANATO POTENZA (presidente Antonio Miele), CONFARTIGIANATO MATERA (presidente Rosa Gentile), CONFCOMMERCIO MATERA (presidente Angelo Tortorelli), CONFESERCENTI POTENZA (presidente Giorgio Lamorgese), CONFESERCENTI MATERA (presidente Angela Martino), ALLEANZA DELLE COOPERATIVE DI BASILICATA (co-presidente Innocenzo Guidotti), CIA BASILICATA (presidente Gianbattista Lorusso), CONFAGRICOLTURA BASILICATA (presidente Francesco Battifarano), COPAGRI BASILICATA (presidente Nicola Dimichino), CLAAI POTENZA (presidente Luciano Capriglione)

 

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