Tetti spesa sanitaria strutture private, audizione in IV Ccp

La quarta commissione presieduta da Luigi Bradascio (Pp), ha audito il rappresentante di Sanità futura Michele Cataldi in merito all’attuazione delle procedure previste dall’art.12 della legge regionale 5/2015 sulla definizione dei tetti di spesa alle strutture private accreditate eroganti prestazioni di assistenza ospedaliera e di specialistica ambulatoriale. Con questo provvedimento la Giunta regionale ha stabilito che per il 2015 il tetto totale di spesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale svolte da strutture private accreditate in favore dei cittadini residenti in Basilicata è pari a circa 25,7 milioni di euro, con una riduzione del 2 per cento rispetto alla spesa del 2011, così come prevede la normativa nazionale sul contenimento della spesa sanitaria (decreto legge n. n. 95/2012). Con il provvedimento inoltre si tiene conto anche delle disposizioni dettate dal Governo in seguito al ricorso con il quale è stato impugnato l’art. 12 della legge regionale n. 5/2015. Le aziende sanitarie possono sottoscrivere contratti con le strutture private accreditate già contrattualizzate nel 2014 e possono, altresì, sottoscrivere contratti con le strutture private accreditate già contrattualizzate negli anni precedenti al 2014 per le quali, per motivazioni di carattere giudiziario, sia stato sospeso o revocato il relativo contratto e la posizione sia stata definita con proscioglimento senza attribuzione di responsabilità.
“Abbiamo richiamato – ha detto il presidente di Sanità futura Michele Cataldi – l’attenzione della quarta Commissione che in più occasioni ha mostrato grande interesse ed impegno a determinare una svolta nel sistema pubblico e privato accreditato della sanità esclusivamente e semplicemente perché sia garantita l’attuazione della legge regionale 5/2015 e nello specifico quanto previsto in materia di spesa per acquisto di prestazioni da privato segnalando un comportamento dei direttori generali di Asp e Asm che va in tutt’altra direzione e che quindi non tiene conto di una normativa di legge”.
“Con deliberazione di giunta (n.1650 del 15 dicembre 2015) – ha continuato – si è stabilito che i contratti tra Asl e centri privati accreditati devono essere validi esclusivamente per l’anno 2015 con una unica possibilità di proroga entro e non oltre il 31 marzo 2016 scadenza oltre la quale cesseranno definitivamente la loro efficacia. Inoltre ci sarebbe dovuta essere la consultazione con le associazioni di categoria che non è avvenuta. E’ invece accaduto che le Asl hanno assunto comportamenti diversi entrambi non rispettosi della legge: l’Asp ha deciso, autonomamente, che i contratti sulla base dello stesso tetto assegnato nel 2015, dovrebbero avere validità per tutto il 2016; l’Asm ha inviato una mail alle strutture in data 15 marzo scorso convocando i singoli titolari e non le associazioni di categoria con l’ avviso che in mancanza di firma dei contratti per il 2016 non saranno erogati i contributi già dovuti nel 2015”.
“A tutt’oggi – ha detto Cataldi – i mandati di pagamento dell’Asm sono fermi ad ottobre 2015 come se i nostri dipendenti non avessero diritto al pagamento del salario a normale cadenza mensile. E’ del tutto evidente  che siamo di fronte ad un comportamento dei direttori generali che esautora i politici spesso additati come i responsabili delle cose che non vanno bene, un comportamento che vanifica l’impegno della quarta commissione che trova la sua massima espressione nel documento di ‘raccomandazioni’ recepito dalla Giunta con la volontà di riorganizzare il settore in tutti i suoi aspetti a partire dai criteri di determinazione dei tetti di spesa attribuiti ad ogni singolo centro e branca di attività”.
“La nostra pertanto – ha concluso – è una battaglia per affermare il diritto e  scongiurare il ricorso al contenzioso che in passato ha determinato uno spreco di risorse pubbliche sottratte a investimenti per rafforzare la tutela della salute, segnalando un comportamento della pubblica amministrazione che tende ad azzerare il ruolo degli organismi di categoria attraverso la convocazione dei singoli titolari delle strutture”.
Nel riferire di ricevere numerose telefonate di utenti che manifestano disagi per le difficoltà nelle prestazioni sanitarie specie riferite alle liste di attesa, il presidente Bradascio ha detto che “l’indignazione è più forte in quanto l’obiettivo della Commissione è proprio quello di dare risposte alle legittime esigenze degli utenti”. Bradascio, al termine dell’audizione ha raccolto il parere unanime dei consiglieri di tenere una seduta urgente monotematica dell’organismo con l’audizione dell’assessore Flavia Franconi e dei direttori generali di Asp e Asm.
Alla riunione della Commissione, oltre al presidente Bradascio (Pp), hanno partecipato i consiglieri Spada (Pd), Galante (Ri), Pietrantuono (Psi), Mollica (Udc), Romaniello e Pace (Gm), Leggieri (M5s), Rosa (Lb-Fdi) e Napoli (Pdl-Fi).

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