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A Venosa un progetto in itinere con protagonista lo “sguardo”

La cultura è ormai di casa nella Città di Orazio. La stagione primaverile si aprirà con una serie di eventi in cui discipline quali la poesia, la filologia e la musica si incontrano per omaggiare una delle voci principali della poetica novecentesca, Alda Merini.

Su iniziativa dell’Associazione Antistigma “Alda Merini”, il 21 marzo, nelle sale dell’Episcopio di Venosa, si terrà uno spettacolo in cui diverse discipline si incontreranno per dare luogo ad un confronto culturale avente al centro un tema profondo e prospettico: lo sguardo. Quello dell’associazione è un tentativo esperienziale per catturare tutte le sfumature dello sguardo attraverso il ricorso alla multidisciplinarietà, base di un confronto libero, aperto e ricco di spunti. Prenderanno parte all’evento l’attrice lucana Manola Rotunno, che leggerà dei versi tratti dall’opera “l’Altra Verità”, assieme alle ballerine della scuola Artedanza della Basilicata e a alla cantante Anna Maria Rigilio.

Quello del 21 marzo rappresenterà, al contempo, l’evento di apertura della “Primavera in Poesia” venosina, sempre a firma dell’associazione Alda Merini. Dal 21 marzo al 21 giugno, infatti, ci saranno una serie di manifestazioni che coinvolgeranno filosofi, poeti e scrittori del calibro di Michele Feo, Alfonso Maurizio Iacono e Franco Vitelli per un confronto aperto, in cui diverse discipline si incontrano per convergere su una visione intima, totale e lucida di un tema dalle mille sfaccettature.

Lo sguardo, infatti, rappresenta uno degli strumenti più importanti attraverso il quale l’uomo si approccia con il mondo che lo circonda. Tutto è contenuto in uno sguardo. La sua pedagogia, di estremo interesse, riesce a toccare un’infinità di posizioni e a fornire spunti di riflessione per una discussione di ampio respiro.

Venosa si conferma città attiva nel campo dell’associazionismo di stampo culturale. L’attività portata avanti da donne e uomini in grado di fornire spunti di riflessione sui temi più attuali e disparati sono la conferma di quanto la comunità lucana sia tra le più profonde dell’intero Paese. Una buona notizia che non può fare altro che inorgoglire.

 

Gianni Leggieri, consigliere regionale

 

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