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Basilicata, il consigliere Braia presenta interrogazione a risposta immediata sul futuro dei lavoratori immigrati in agricoltura

“Raddoppiano gli ingressi nel nostro Paese nonostante le vacue promesse di Lega, Fratelli d’Italia e Meloni al Governo. La Basilicata è omissiva e in ritardo sui temi della rete di accoglienza, integrazione e inclusione migranti, stagionali e lavoratori del comparto agroalimentare. Fondi inutilizzati da 5 anni e un’altra stagione in emergenza. Eppure nel 2018 la nostra regione aveva raggiunto, anche a livello nazionale, una grande credibilità per le azioni e le buone pratiche di inclusione relative al lavoro dei migranti stagionali in agricoltura e nell’accoglienza diffusa. Ho presentato una interrogazione a risposta immediata. Bardi e gli assessori Galella e Fanelli devono aggiornare i cittadini e le cittadine lucane in merito ai progetti attuati nell’ambito delle misure Su.Pr.Eme, grazie a cui per l’attuazione del Piano Nazionale anti caporalato del 2019 sono stati finanziati alla regione Basilicata importanti progetti per la rete di strutture per l’accoglienza migranti, a partire dai lavoratori stagionali e misure per la lotta al lavoro nero e al caporalato. Sono stati infatti finanziati due progetti Su.Pr.Eme per oltre 4,2 milioni di euro e 1,5 milioni di euro per un addendum recente.” Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva – Renew Europe

“Quando si realizzeranno gli interventi – prosegue il Consigliere Braia – di cui la Basilicata ha già decreti e finanziamenti UE a seguito del programma varato dal Tavolo Anti Caporalato Regionale nel 2017? Andrebbero conclusi entro e non oltre il 31 dicembre 2025, secondo quanto deciso dalla Commissione Europea. La Giunta Regionale e la maggioranza di centro destra quali iniziative attueranno per non perdere le risorse finanziarie in essere per la realizzazione della rete di accoglienza, integrazione e inclusione dei migranti e, in generale, di stagionali e lavoratori del comparto agroalimentare?

Il Ministero dell’Interno ha finanziato, da due anni, sempre con fondi UE, tre progetti per la realizzazione di tre nuovi Centri di accoglienza stagionali a Boreano/Venosa,Gaudiano/Lavello e per il completamento del Centro della Pace di Scanzano per complessivi 450 posti e servizi, con una spesa attuale di 11 milioni di euro a seguito dell’aumento dei costi e un finanziamento PON assicurato per completamento di 2 milioni di euro. Lo stesso Ministero aveva finanziato nel 2018, su richiesta del Comune di Palazzo San Gervasio, un intervento per la realizzazione di un Centro antiviolenza e anti tratta con un finanziamento di un milione di euro del PON Legalità. Gli uffici della Regione da tempo hanno predisposto un progetto candidato al PON Legalità per la completa ristrutturazione dell’ex Tabacchificio di Palazzo San Gervasio, che ogni anno ospita oltre trecento stagionali per un finanziamento di circa 4 milioni. Il centro anti tratta di Palazzo, ultimato e inutilizzato grazie a un milione di euro sempre del PON Legalità.

Quali sono, presidente Bardi, assessori regionali Galella e Fanelli – conclude Luca Braia – i progetti non attivati o rimodulati e le eventuali risorse rientrate alla gestione nazionale? Per quali motivi, a distanza di anni, non si è proceduto alla progettazione esecutiva e all’appalto dei Centri di accoglienza, tenuto conto anche della possibilità di effettuare appalti integrati? Non sono stati effettuati interventi in concerto con la Prefettura di Potenza e il Comune di Palazzo per rendere operativo il Centro anti violenza con l’individuazione tramite avviso e posta finanziaria del Gestore. Il ritardo si accumula come gli slogan e con gli slogan nei campi non si raccoglie e non si lavora, purtroppo.”

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