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Elezioni regionali Basilicata, Chiorazzo (Basilicata casa comune): “In Basilicata un laboratorio contro la destra populista”

Sono ore decisive per la definizione della proposta del centrosinistra in Basilicata. Il messaggio che Angelo Chiorazzo lancia ai partiti del campo largo è all’insegna dell’inclusività. “Sino a poche settimane fa la regione era data per persa” esordisce Chiorazzo “ma la nostra proposta ha riaperto la partita, la Basilicata può essere un laboratorio di buon governo, di buone pratiche di cittadinanza”.  La sua candidatura, lanciata dal movimento civico “Basilicata bene comune” ha incassato il sostegno di Pd e Italia viva, mentre nel Movimento 5 stelle è in corso una riflessione. Chiorazzo è convinto che “dalla sua regione possa nascere un modello di valore nazionale che veda insieme una larga coalizione progressista, riformista e moderata; la gente chiede un cambiamento radicale rispetto agli ultimi anni.” La Basilicata che ha in mente vede al centro il tema ambientale, su cui si sta costruendo una grande squadra con l’apporto di Ermete Realacci, del prorettore alla Sapienza Livio De Santoli, dei migliori talenti della regione. “Dobbiamo uscire” continua Chiporazzo “dalla contraddizione storica della nostra terra, con acqua e petrolio dovremmo essere una delle regioni più ricche d’Europa, invece ci sono condizioni di difficoltà sociali estrema. Vorrei che la Basilicata, per la sua posizione naturale, diventasse una regione che lavora costantemente per la pace e per l’inclusione. Va inoltre ricostruita la sanità: prima il sistema regionale era uno dei migliori del centro sud, ora una ferita aperta sulla pelle dei lucani”. Bisogna però convincere ancora chi si oppone alla sua candidatura. “Ovvero” sottolinea “chi vive la politica come mestiere, si oppone l’apparato, si oppone chi fa politica per difendere rendite di posizione. E quando gli chiediamo cosa l’ha convinto a prendere questo impegno nei confronti dei lucani afferma: “Ricordo l’impegno di Benedetto XVI a Cagliari e gli appelli di Papa Francesco a non essere spettatori. Penso che nel mondo cattolico sia molto viva l’esigenza di tornare a proporre la politica come servizio e come piattaforma di carità riprendendo Paolo VI, certamente la mia scelta è anche una risposta a questi moniti”.

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