Emergenza Xylella, nota del commissario delegato

In merito ai toni assunti dal dibattito pubblico riguardante le misure di prevenzione, controllo ed eradicazione del batterio Xylella fastidiosa previste dal cosiddetto Piano Silletti, si ritiene opportuno, per una corretta informazione della cittadinanza, condividere di seguito alcune osservazioni. In primo luogo, i numeri: la Puglia ha un patrimonio di 60 milioni di piante di olivo. Il numero di 3000 piante estirpate ne rappresenta una percentuale minima. Se si tralascia questo dato, se non si dà il giusto rilievo alle proporzioni, il quadro complessivo perde di chiarezza e sfuma in un indefinito dibattito a favore o contro.
In secondo luogo, preme sottolineare la centralità del fattore temporale: la gestione dell’emergenza fitosanitaria, come ogni emergenza, rende necessaria rapidità d’azione laddove invece ritardi, ostacoli e impugnazioni non fanno che dilatare i tempi portando a conseguenze nefaste irreversibili. La verità vera è che scienziati di tutto il mondo dichiarano di essere impotenti di fronte al batterio killer, né si può sperare nei miracoli. Se non si adotta tempestivamente il tradizionale accorgimento di tagliare le piante infettate per isolare il batterio, la Puglia e forse tutta l’Italia subiranno un danno epocale al patrimonio olivicolo. Bisogna dirlo chiaramente: questo temporeggiare può determinare la scomparsa di un intero settore agricolo che, finora, ha visto i coltivatori pugliesi primeggiare nel mondo.
Il terzo punto riguarda l’ambito di competenza e le responsabilità del Commissario, che forse è opportuno ricordare. Il 10 febbraio 2015 il Consiglio dei Ministri, tenuto conto delle richieste del Presidente della Regione Puglia nelle quali si dichiarava l’impossibilità di fronteggiare la situazione con mezzi e poteri ordinari – una situazione iniziata nell’ottobre 2013, quando nel territorio della provincia di Lecce venne riscontrato il batterio patogeno –, ha dichiarato lo stato di emergenza “per la diffusione del batterio Xylella fastidiosa in Puglia” (stato di emergenza rinnovato a luglio e in scadenza definitiva a inizio febbraio) perché si doveva “provvedere tempestivamente a porre in essere tutte le iniziative di carattere straordinario e urgenti necessarie per impedire la diffusione del batterio e salvaguardare l’olivicoltura della regione Puglia”, nonché “ scongiurare l’eventuale avvio della procedura di infrazione comunitaria nei confronti dello stato italiano”.
Di conseguenza, l’11 febbraio, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, acquisita l’intesa della regione Puglia e sentito il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con l’Ordinanza n. 225 ha nominato Commissario delegato il Comandante regionale del Corpo forestale dello Stato per la regione Puglia, Giuseppe Silletti.
Sia nella delibera sia nelle ordinanze che sono seguite, gli ambiti di intervento del Commissario sono sempre stati chiari e hanno sempre rispettato, da una parte, le indicazioni della Commissione Europea e, dall’altra, i decreti del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali sulle misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa (Well e Raju) con i quali sono stati disciplinate le attività da porre in essere.
A febbraio, quando scadrà lo stato di emergenza, le competenze torneranno alle amministrazioni ordinariamente competenti che, senza il supporto della struttura commissariale, dovranno continuare la lotta attiva al batterio patogeno, sempre sotto l’attento monitoraggio della Commissione Europea.

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