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Fit Cisl Basilicata chiede la cancellazione della gara per il trasporto pubblico locale

Alla Fit Cisl non piace lo spezzettamento in cinque lotti del trasporto pubblico locale e si appella ai prefetti di Potenza e Matera e alle commissioni consiliari permanenti per far comprendere gli effetti di tale scelta sui cittadini, sui lavoratori e sulle aziende del settore. In una lunga nota indirizzata a tutte le istituzioni coinvolte, la segreteria regionale della Fit Cisl evidenzia che «la gara attuale rappresenta la negazione dell’integrazione dei servizi di più territori, soluzione che la Fit e la Cisl hanno sempre ipotizzato per garantire l’integrazione e l’unicità di gestione del sistema». Per la sigla sindacale è strano che, a distanza di pochi giorni dall’avvicendamento al dipartimento Infrastrutture e trasporti tra Donatella Merra e Dina Sileo, «viene bandita la gara per l’intero sistema del trasporto pubblico locale della Basilicata che nel suo complesso prevede cinque lotti: due per i servizi urbani di Potenza e Matera e tre lotti nel settore extraurbano regionale». Per la Fit Cisl si tratta di un vero e proprio «fulmine a ciel sereno» che mette a rischio l’unitarietà del trasporto pubblico regionale. Infatti, i contenuti della bozza di gara erano stati già fortemente contestati dalla Fit Cisl «per la precarietà che un sistema così concepito avrebbe determinato in un territorio dove, invece di fare sistema, si tagliano i servizi minimi per la comunità».

La soluzione di suddividere la gara del trasporto pubblico locale in cinque lotti «determinerà uno spezzettamento ingiustificato della forza lavoro, anche nelle aziende più grandi come Sita Sud, Fal, Liscio e in molte altre aziende di trasporto che si vedranno fortemente ridimensionate». La Fit Cisl accusa gli uffici regionali di voler «rimpicciolire e in alcuni casi distruggere il tessuto produttivo aziendale formatosi nel corso degli ultimi 50 anni di attività, mettendo a rischio numerosissimi posti di lavoro, si calcola almeno 400, in un momento non proprio favorevole dal punto di vista economico e occupazionale per il paese e in particolare per la Basilicata». La Fit Cisl esprime rammarico anche per «l’eliminazione completa dei servizi oggi svolti da Fal e Trenitalia, spezzettati all’interno di un progetto di gara che farà regredire l’attuale offerta commerciale e quindi anche l’esistenza delle medesime aziende sul territorio lucano».

Secondo la segreteria regionale della Fit Cisl «il fatto assurdo è che, oltre alla evidente violazione dei contenuti dell’art. 18 della L.R. 22/98 – la legge che regolamenta il trasporto pubblico locale in Basilicata –, si mettono in dubbio i valori economici di riferimento del costo standard nazionale per l’effettuazione dei servizi pubblici locali, con una fortissima ricaduta sulla forza lavoro che non potrà essere assolutamente garantita, sia per effetto della riduzione annuale del 20 per cento dei chilometri improduttivi lì dove non ci sarà l’equilibrio dei costi del servizio, sia per l’insufficienza potenziale delle risorse che, secondo la nostra interpretazione, il Governo nazionale aveva determinato per l’effettuazione dei servizi di trasporto pubblico locale e che i profeti della Basilicata hanno stralciato, non è ben chiaro per quale altra norma nazionale sull’argomento».

La prospettiva, più che realistica secondo la Fit Cisl, è che «se i valori di riferimento dei corrispettivi di gara non sono quelli riconosciuti dalla legge nazionale sul costo standard dei servizi pubblici, ma sono notevolmente più bassi, attraverso la procedura di gara ci saranno offerte che potranno mettere in dubbio tecnicamente l’applicazione sia dei contratti collettivi nazionali del lavoro oggi applicati che degli accordi di produttività stipulati nel corso del tempo». La conclusione è netta: «Un bando che abbia come obiettivo l’eliminazione dei servizi e quindi dei lavoratori e delle aziende del settore, va cancellato».

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