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Il Contratto di fiume Noce e Sinni come caso di studio della conferenza nazionale di CReiAMO PA

“Quale futuro per contratti di fiume in Italia?” è il titolo della conferenza finale della Linea L6-WP2 del progetto CReIAMO PA Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, svoltasi ieri a Roma e alla quale hanno partecipato il Flag Coast to Coast, in qualità di soggetto attuatore del processo “Verso i Contratti di fiume (Cdf) delle Valli del Noce e del Sinni”, la Direzione generale delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e la Direzione generale Ambiente, Territorio ed Energia della Regione Basilicata.

L’evento, organizzato in più sessioni di confronto e dialogo, ha posto l’attenzione sulle sfide future che riguardano i contratti di fiume come strumenti di programmazione negoziata dal basso e su come un’appropriata governance integrata e partecipata possa garantire l’implementazione di politiche innovative in materia di gestione delle acque e del territorio.

Il processo “Verso i contratti di fiume delle valli del Noce e del Sinni” è stato presentato tra i casi rappresentativi di applicazione dello strumento sul territorio nazionale. “Abbiamo raccontato – ha detto Nicola Mastromarino, Presidente del Flag Coast to Coast – il nostro percorso di coinvolgimento delle comunità, i progetti pilota finanziati per i bacini idrografici del Noce e del Sinni, le attività di divulgazione in essere nelle scuole con il programma didattico EducaFiume e l’avvio della stesura del Piano d’Azione per arrivare alla sottoscrizione del Contratto. Non è stato e non è un percorso semplice – ha continuato – ma molto significativo e nel quale abbiamo profuso molte energie. I contratti di fiume – ha concluso Mastromarino – rappresentano una comunità di pratica e di conoscenza e siamo convinti che prevedere il sostegno a questi strumenti, come fatto con i fondi europei e con il Piano di Transizione ecologica, sia la strada giusta.”

Sulle forme di sostegno e sugli scenari futuri che riguardano la Basilicata è intervenuto Carlo Gilio della Direzione generale Ambiente, Territorio ed Energia della Regione Basilicata che ha spiegato che è attualmente in discussione su proposta della Regione “rendere obbligatorio con la modifica dell’art. 68 bis del D.Lgs. 152/2006 la costituzione di un Partenariato Pubblico-Privato (PPP) per la definizione di un soggetto giuridico dei Cdf,al fine di drenare i finanziamenti comunitari in qualità di soggetto beneficiario. “Sono state validate – ha spiegato ancora Gilio – le Linee Guida regionali per l’attuazione dei CdF in Basilicata che definiscono il soggetto attuatore da un punto di vista giuridico come partenariato Pubblico-Privato, dei quali il FLAG con i CdF Noce Sinni è caso pilota, e gli ambiti fluviali-lacustri-costieri per lo sviluppo dei processi”.

Per quanto riguarda invece le fonti di finanziamento, “i CdF – ha detto Gilio – trovano riferimento attuativo in proposte di finanziamento della Programmazione comunitaria regionale 2021/2027. Nello specifico, a valere sui fondi FESR ed FSE+, i CdF trovano riscontro nelle misure destinate a “Infrastrutture Verdi e Blu”, policy 2 – 4 e 5, oltre alle diverse possibili attuazioni nell’ambito delle azioni specifiche destinate ad esempio, a Rete Natura2000- tutela e conservazione della biodiversità e alla gestione sostenibile delle risorse idriche. Altra interconnessione – ha concluso – sono gli strumenti di programmazione finanziaria con i fondi di bilancio regionale rivenienti dalle compensazioni ambientali dell’Accordo Total, linea A, che prevede 3 milioni di euro all’anno.”

“Il percorso dei Contratti di fiume delle valli del Noce e del Sinni – ha detto Marina Padula, Direzione generale Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – è un progetto virtuoso del quale siamo molto soddisfatti, tanto per le ricadute territoriali, quanto per l’attenzione che sta riscuotendo nell’ambito dei contratti nazionali.”

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