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Incidente Itrec, Tancredi e Giordano (Ugl):”Chiarezza su fuga radioattiva”

“Vogliamo sapere come sono andati i fatti sulla contenuta percolazione di liquido contaminato dall’intonaco di protezione del monolite interrato contenente rifiuti radioattivi derivanti dalle pregresse attività dell’impianto verificatasi il 21 agosto scorso all’Itrec di Rotondella (Matera). Non vogliamo scatenare allarmismi, chiediamo al Prefetto di Matera, dott. Luigi Pizzi, un’urgente convocazione per rassicurare i cittadini, il territorio e sapere se vi possano essere risvolti consequenziali sulla salute pubblica causa tale incidente”.
E’ quanto chiedono e denunciano i segretari regionali dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi e Pino Giordano per i quali, “cosa c’e’ da nascondere e perché dell’incidente dal 21 agosto nessuno ha fornito notizie? Nel corso dei lavori di dismissione condotti dalla Sogin spa nell’impianto nucleare dismesso Itrec della Trisaia si è verificata un’anomalia che la stessa Sogin ritiene non meglio precisata. Del fatto avvenuto nei giorni scorsi, l’Ugl – proseguono i sindacalisti Giordano e Tancredi – vuole sapere come e cosa i tecnici hanno fatto. Sappiamo di certo e sicuro che la percolazione ha causato la contaminazione di un’area di terreno a ridosso del monolite e, non è da poco. Per tanto è necessario che siano messi a disposizione delle Istituzioni, tutte le misure radiometriche e degli interventi effettuati dalla Sogin per la raccolta del liquido, per la rimozione del terreno con presenza di contaminazione nonché, le misure dei campioni dell’acqua di falda e sulle vie di rilascio degli aeriformi. Chi garantisce che l’evento non ha determinato conseguenze radiologiche sulla popolazione, sull’ambiente e sui lavoratori – tuonano forte e chiaro Tancredi e Giordano -? L’Ugl rammenta che anche il 6 ottobre del 2003 durante operazioni di trasferimento nel capannone 9.1 di circa 2.000 fusti contenenti materiale radioattivo cementificato, una fune di una gru si spezzò facendo cadere un fusto contenente 400 litri di materiale contaminato (pari a una tonnellata), senza rilascio di radiazioni: incidente che si verificò all’ interno della zona controllata dell’ impianto Itrec della Trisaia di Rotondella (Matera), che per alcuni anni è stato attivo per il riprocessamento del combustibile nucleare: ex impianto pilota dell’ENEA destinato allo studio del ciclo Uranio/Trizio, é inattivo dal 1978. Ad oggi é utilizzato come impianto per la gestione di rifiuti radioattivi e conserva 2.700 metri cubi di scorie e 64 elementi di combustibile irraggiato (per circa 1,7 tonnellate) provenienti dalla centrale americana di Elk River. Le trattative per il rientro negli Stati Uniti, a Savannah River, dei 64 elementi custoditi dagli anni ’70 in una piscina dell’ impianto Itrec della Trisaia di Rotondella (Matera), hanno subito un rallentamento dopo l’ avvicendamento al vertice del dipartimento dell’ Energia dell’ amministrazione americana. A tal proposito – concludono i segretari Ugl, Tancredi e Giordano – chiediamo anche al Presidente Pittella un’incontro affinché si possa velocizzare, per il bene e la tranquillità del territorio, tale rientro di combustibile”.

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