Intossicazione degli operai di Viggiano, la CSAIL protesta

“Quanto è accaduto nell’area industriale di Viggiano, in concomitanza con il dibattito nel Consiglio Regionale, è purtroppo la più esplicita dimostrazione di quanto sia distante ed incapace la politica dai problemi reali del nostro territorio”. E’ il commento del presidente del CSAIL Filippo Massaro per quanto è accaduto ad una ventina di operai dell’Elbe Sud Italia intossicati dalla fuoriuscita di sostanze inquinanti e sicuramente tossiche dal Centro Oli di Viggiano.

“Il Presidente De Filippo – aggiunge Massaro – venga qui a spiegare quella che nella sua relazione dedicata al Memorandum di Intesa Stato-Regione sul petrolio ha impropriamente e incoscientemente chiamato VIE (Valutazione di Impatto Emozionale) perché secondo lui la gente che vive e lavora nell’area industriale di Viaggiano, come gli abitanti-residenti nel comprensorio petrolifero, si farebbero suggestionare dai pericoli del petrolio. De Filippo, in proposito ha detto, testualmente: sappiamo che le attività industriali a Viggiano non sono la trasmissione nella natura di cipria o di borotalco. Meno male che è consapevole, ma la risposta data sinora – a parere del CSAIL – è troppo debole ed inadeguata. E tanto più dopo la nota ufficiale dell’ENI che continua a dare i suoi numeri, quelli delle sue centraline ed apparecchiature collocate nel Centro Oli, sindacato e lavoratori in primo luogo hanno diritto di conoscere la verità, senza ripetere il copione stucchevole del vecchio film più volte trasmesso: ad ogni incidente accaduto nell’impianto di Viggiano abbiamo assistito al solito balletto di subdoli comunicati per tranquillizzare la comunità. Perché anche su questo c’è piena sintonia tra De Filippo e i dirigenti dell’Eni, i quali, come lui, pensano squallidamente che l’ennesimo caso di intossicazione sia frutto solo ed esclusivamente di una ‘valutazione di impatto emozionale’. Infine, la Commissione di inchiesta regionale annunciata dal Governatore-sceicco De Filippo, pur essendo tardiva, perché sono anni che noi del Csail la chiediamo, è il classico ‘pianto del coccodrillo’. Qualcuno dovrebbe spiegare a noi cittadini e alla Magistratura perché sino a ieri c’era fiducia piena nell’operato dei tecnici ambientali dell’Eni mentre noi venivamo additati come allarmisti” .

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