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L’Associazione B&B Matera replica alle forti affermazioni del consigliere Stifano

Alla luce delle gravi affermazioni esposte dal consigliere comunale Nicola Stifano nell’ultima seduta del 10 Novembre scorso e avendo saputo della sua nomina a presidente della “Commissione Cultura e Turismo”, mi sembra doveroso intervenire, in qualità di presidente dell’Associazione B&B Matera, per avere alcuni chiarimenti in merito alla sua visione e a quella di tutta la nuova amministrazione riguardo il settore extralberghiero.
Innanzitutto vorrei ricordare che questo comparto in città è costituito da circa 900 strutture, che tradotto in termini lavorativi, economici e di impiego vuol dire che, compreso l’indotto, circa 2/3000 famiglie vivono, a vario titolo, da questi introiti. Mi rammarica constatare che come al solito si procede per gli stessi luoghi comuni, quelli già troppe volte proclamati dal nostro vecchio Sindaco, il quale tendeva ad attribuire la responsabilità di ogni problematica sempre a pizzerie e B&B. Ancora una volta mi vedo quindi costretto a schierarmi fermamente affinché venga data dignità ad un comparto ancora una volta ingiustamente maltrattato e poco considerato, nonostante sviluppi una rilevante microeconomia, con ricadute positive a 360° per tutta la Città.
L’extralberghiero rappresenta oltre il 60% dei posti letto che la Città offre, interfacciandosi direttamente con i propri ospiti e offrendo loro tutta una serie di servizi legati all’accoglienza che suppliscono le gravi carenze istituzionali nel settore Turismo e che danno un valore aggiunto all’immagine di Matera, facendola risultare nelle recensioni come una delle Città più ospitali al
Mondo. Il Turismo così concepito e proposto è quindi di per sé Cultura.
Mi trovo dunque a chiedere conto riguardo il senso sotteso e la visione che hanno portato il Consigliere Stifano ad affermazioni forti come: “Matera è diventato un insieme di B&B, di gente che sfrutta la bellezza dei Sassi per fare soldi”, “B&B sorti in maniera disordinata e ce ne sono molti abusivi ” e “ce ne sono di strutture da sistemare un po’ meglio”. Vorrei far presente ancora una volta che parliamo di individui e famiglie che hanno investito in prima persona, esponendosi e pagando tutte le dovute tasse, a volte indebitandosi, principalmente ristrutturando i propri immobili e riqualificando l’immagine della Città, e si sono dovute reinventare una maniera per far reddito, in una realtà dove la crisi del mobile imbottito e la carenza di investimenti ha messo in ginocchio parecchie famiglie.
Qui nessuno vuole sfruttare niente, qui c’è solo gente che attraverso l’unica opportunità che la Città offre, il Turismo, cerca di portare a casa il pane, evitando di dover continuare a vedere i propri figli emigrare altrove in cerca di un lavoro onesto. Inoltre dispiace che con così tanta leggerezza vengano fatte illazioni e venga bollata un’intera categoria come abusiva!
Sarebbe poi interessate capire cosa si intende per “maniera ordinata” rispetto alla sistemazione delle  strutture. Fermo restando che della proprietà privata ognuno, nel rispetto delle leggi, può far quello che meglio crede, troverei più proficuo parlare piuttosto di tutta quella immensa parte demaniale dei Sassi, assegnata gratuitamente e arbitrariamente senza alcuna visione della destinazione d’uso. Sarebbe quindi più auspicabile destinare il demanio a contenitori culturali, botteghe e quant’altro e non obbligare sempre i privati a supplire quello che la pubblica amministrazione non fa, non vuole fare o non è in grado di fare.
Vorrei concludere ricordando che purtroppo senza lavoro non ci può essere cultura, pertanto prima del “profumo di cultura” sarebbe auspicabile il profumo di qualcosa da mettere sotto i denti: se la gente non ha i soldi per sopravvivere, non andrà sicuramente al cinema, teatro, concerto o in libreria. Non vorrei che, ancora una volta, dietro la presupposta bandiera della Cultura, fin troppo sventolata durante il passato anno della Capitale Europea 2019, si nascondesse il profumo di tanta “aria fritta”. Dopo le suddette affermazioni si dovrebbe spiegare a tutta la comunità come si pensa di mandare avanti l’economia di Matera senza il turismo e con la sola cultura. Non si capisce quindi ancora bene quale ruolo voglia dare questa Amministrazione al Turismo, se l’extralberghiero rappresenti quindi una risorsa o un capro espiatorio.
Augurando un futuro buon lavoro alla nuova Amministrazione comunale e auspicando un impegno rivolto al bene di tutta la Città di Matera, ricordando che il ruolo cui l’attende richiede conoscenze e competenze specifiche, la nostra Associazione rinnova la propria disponibilità per qualsiasi dialogo costruttivo.
Il Presidente
Guido Galante

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