Precari Regione, la Cisl chiede la stabilizzazione dei lavoratori che hanno già sostenuto selezioni per titoli ed esami

La Cisl riapre il dossier precari e chiede alla giunta regionale di adottare tutte le misure necessarie per stabilizzare il personale già assunto per concorso, come i precari del Pon Atas, e ripristinare perciò la piena operatività dell’autorità di gestione del Po Fesr. “Avevamo espresso le nostre perplessità per la scelta di convocare il concorso per 50 addetti all’assistenza tecnica specialistica per il Po Fesr in piena campagna elettorale e i fatti purtroppo hanno dato ragione alla Cisl, evidenziando una conduzione alquanto approssimativa del problema”, spiega il segretario regionale Enrico Gambardella, che chiede “il riconoscimento di quelle professionalità che hanno già sostenuto in passato rigorose selezioni per titoli ed esami e che si ritroverebbero nella paradossale situazione di dover affrontare due volte lo stesso concorso per lo stesso impiego”. Il segretario della Cisl esprime preoccupazione per il fatto che “dal 4 febbraio le attività di assistenza tecnica sui fondi comunitari sono bloccate per effetto del mancato rinnovo dei contratti al personale addetto”, evidenziando che “senza provvedimenti urgenti si rischia la paralisi di importanti progetti, con ricadute negative sulle imprese e sul lavoro”.

Gambardella rivela inoltre il contenuto di una lettera inviata nei giorni scorsi alla Regione Basilicata dai funzionari della Commissione europea. Bruxelles non nasconde il proprio disappunto per la vicenda del concorso saltato e finito nel mirino della procura di Potenza, e chiede soprattutto di porre rimedio in tempi brevi “per garantire, anche per la programmazione 2014-2020, una struttura stabile in grado di gestire in maniera efficiente e trasparente il programma operativo”. “Nelle condizioni date – conclude Gambardella – il rinnovo dei contratti, a partire dalla platea dei Pon Atas, è un atto dovuto e necessario per ripristinare la piena operatività dell’autorità di gestione, assicurando al contempo i requisiti minimi di trasparenza e pari opportunità richiesti dall’Ue”.

 

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