“Resadeiconti” – puntata 3: Titolo II Capo 3, richieste record in Puglia e investimenti oltre il miliardo

Con 1 miliardo e 353 milioni di investimenti e incrementi occupazionali per 14.377 unità, Titolo II Capo 3, lo strumento di agevolazione per le Pmi, si è rivelato uno degli interventi della Regione Puglia di maggior successo dell’intero pacchetto messo a disposizione del sistema produttivo.

Gestita da Puglia Sviluppo in qualità di organismo intermedio, la misura si rivolge a micro, piccole e medie imprese che operano principalmente nel commercio, nell’artigianato e nel settore manifatturiero e ne favorisce lo sviluppo facilitandone l’accesso al credito. È uno strumento dall’iter e della storia differenti rispetto agli altri.

Alla vicenda singolare della misura e ai risultati che ha prodotto negli anni, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci ha voluto dedicare la terza puntata di Resadeiconti, la rubrica che rende conto ai cittadini dell’operato della politica nello sviluppo economico della Puglia.

L’iter di questa misura è singolare perché prevede l’azione congiunta di più attori, da un lato le banche e i confidi, dall’altro la Regione Puglia. Le domande cioè vengono presentate ad un confidi o ad una banca accreditata. La banca, fatte le proprie valutazioni sul merito creditizio, concede il finanziamento e dopo averlo fatto invia alla Regione e a Puglia Sviluppo la richiesta di ammissione alle agevolazioni regionali. Queste ultime consistono in un contributo in conto impianti determinato sul montante degli interessi del finanziamento bancario e in un contributo aggiuntivo per nuovi macchinari e attrezzature pari al 20% dell’investimento ammesso.

“Titolo II Capo 3 si è rivelato un intervento di svolta per le Pmi e uno strumento efficace per lo sviluppo del territorio”, spiega l’assessore Delli Noci. “Con questo strumento sono arrivate richieste per 6.843 iniziative e nuova occupazione per 14.377 unità. Un risultato importante ottenuto con investimenti approvati dal sistema bancario per 1,353 miliardi di euro. Con questo valore la misura, dedicata alle piccole e medie imprese, si colloca al secondo posto dopo i Contratti di Programma, rivolti invece alle grandi imprese. Un risultato strabiliante per uno strumento che nella sua prima edizione cresceva più lentamente rispetto agli altri. Poi, grazie anche al lavoro dei confidi e degli istituti bancari, è letteralmente decollato raccogliendo forti consensi dalle imprese e dalle associazioni di categoria. Le aziende, anche di piccola dimensione, hanno capito che innovare processo e prodotto è fondamentale per crescere e l’hanno fatto utilizzando questo strumento. Quando è arrivata la pandemia, la versatilità che lo contraddistingue ci ha permesso di trasformarlo nella versione “Circolante” che sta sostenendo le imprese nelle loro carenze di liquidità”.

La misura agevola investimenti tra 30mila e 4 milioni di euro per le medie imprese e tra 30mila e 2 milioni per le micro e piccole imprese. Rende possibile l’acquisto di immobili, macchinari, impianti e attrezzature, la realizzazione di opere murarie, l’investimento per la prevenzione dei rischi, per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, le spese di progettazione ingegneristica, l’acquisto di programmi informatici e di brevetti e licenze. Un’opportunità che ha coinvolto principalmente le imprese della provincia di Bari (3.041 domande), seguita da Lecce (1.320 richieste), Taranto (818), Bat (614), Foggia (554) e Brindisi (496).

Proprio in provincia di Brindisi, nel 1987 viene aperta Areta, un’azienda familiare specializzata nella produzione di mobili in materie plastiche, l’obiettivo è chiaro da subito: creare arredi da esterno di alta qualità per materie prime e lavorazione. L’azienda cresce negli anni, ma vuole accelerare sullo sviluppo puntando sul comparto dei ristoranti, alberghi e bar. Per farlo utilizza lo strumento del Titolo II Capo 3. L’investimento in nuovi macchinari è rilevante, ma il risultato arriva. L’impresa inizia a produrre sedie e tavoli di dimensione maggiore e diversifica la produzione. Aumentando la capacità produttiva cresce anche il fatturato. Il successo è così grande da intercettare i mercati esteri europei ed extraeuropei tanto da ampliare la gamma degli articoli. Nascono due nuove linee di prodotti per ristoranti alberghi e bar: la linea SimilRattan realizzata con resina di alta qualità e la linea Indoor per arredi da interni. La quota di mercato aumenta e con questa l’occupazione, ma, grazie agli investimenti, i consumi energetici si riducono e le produzioni diventano più sostenibili.

A ridurre drasticamente l’impatto ambientale è anche Ondapack Sud, impresa in provincia di Bari che produce imballaggi in cartone e in particolare piccole cassette destinate al settore dell’ortofrutta. Ad un certo punto della sua storia l’azienda, che è attiva dal 1999, decide di evolvere la propria offerta producendo imballaggi non più neutri ma con la grafica richiesta dallo stesso cliente, un servizio per il quale serve la stampa digitale. Le agevolazioni del Titolo II Capo 3 rappresentano l’opportunità giusta per il salto di qualità. L’investimento è destinato all’opificio di Acquaviva delle Fonti per il quale viene acquistata una nuova linea di stampa digitale che consente soluzioni personalizzate per ciascun cliente. L’effetto immediato è il vantaggio competitivo: l’impresa sbaraglia la concorrenza grazie ad una velocità maggiore di risposta alle richieste del mercato. Il valore aggiunto è la riduzione dell’impatto ambientale: a differenza delle stampe tradizionali, non ci sono acque sporche di inchiostro da smaltire, la nuova linea digitale non le genera.

La storia dell’impresa Next di Nardò, in provincia di Lecce, è la concretizzazione di un grande sogno: dare vita alla quarta trafileria del Sud Italia. L’impresa nasce nel 2017 e si occupa della produzione di allumini e semilavorati. Forte di un socio leader in questo settore, ha l’ambizione di garantire al cliente qualità, quantità e puntualità nelle consegne.

Per farlo ha bisogno di macchine di ultima generazione, così utilizza le agevolazioni del Titolo II Capo 3 per acquistare una pressa da 1.800 tonnellate che può arrivare a produrre giornalmente fino a 30 tonnellate di profili di alluminio, fornendo prodotti adatti a diversi settori di attività e a varie tipologie di clienti.

L’impianto è uno dei più tecnologicamente avanzati presenti sul mercato, gestirlo produce tre enormi vantaggi: la completa automazione del ciclo di produzione, l’aumento del fatturato e soprattutto l’incremento dell’occupazione, un valore aggiunto non solo per l’azienda ma anche per l’indotto.

 

Titolo II Capo 3. Iniziative per sede operativa

Provincia

Iniziative presentate

Investimento (euro)

Bari

3041

601.694.213

Lecce

1320

296.005.732

Taranto

818

136.575.159

Barletta-Andria-Trani

614

113.495.196

Foggia

554

117.000.324

Brindisi

496

88.353.385

Totale Puglia

6843

1.353.124.011

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