Sanità, consegnati defibrillatori in altri 16 Comuni

Con la consegna di altri 16 defibrillatori si chiude il blocco dei Comuni a “priorità 1” (quelli sprovvisti di una sede di pronto soccorso e territorialmente più disagiati) nell’ambito del progetto regionale “Un defibrillatore in ogni Comune”. L’assessore alla Salute Attilio Martorano, ha infatti affidato l’importante presidio di primo soccorso ai sindaci di Anzi, Bella, Castelluccio Superiore, Castelmezzano, Castronuovo, Forenza, Gorgoglione, Grumento Nova, Noepoli, Ripacandida, Roccanova, San Chirico Raparo, San Giorgio Lucano, Sarconi, Spinoso e Valsinni. Il progetto regionale va ad integrare quello nazionale che ha assegnato alla Basilicata 37 defibrillatori. La Regione, acquistandone altri 83 con propri fondi, ha garantito ad ognuno dei 120 Comuni lucani, la possibilità di essere dotato di questo macchinario di primo intervento.

“Il progetto ‘Un defibrillatore in ogni Comune’ – spiega l’assessore Martorano – è figlio anche delle sollecitazioni degli amministratori locali per garantire un presidio sanitario locale che possa intervenire a supporto e in stretta sinergia con il servizio del 118. Il compito di tutelare la salute dei cittadini – ha continuato l’esponente della Giunta – è e resta del Sistema sanitario, tuttavia si possono verificare casi improvvisi, occasionali e imprevedibili, che necessitano di un pronto intervento per scongiurare pericoli gravi. Grazie all’impiego di un esercito di circa 1200 volontari – ha aggiunto Martorano – aumenta il livello di sicurezza dei territori lucani, anche di quelli più dislocati e disagiati”.

La consegna dei defibrillatori segue ad un percorso di formazione che ha coinvolto almeno dieci volontari per ogni Comune i quali, supportati dai tecnici del 118, hanno appreso le tecniche di utilizzo dello strumento di pronto soccorso così da poter fronteggiare eventuali necessità di intervento anche in casi particolari come manifestazioni di piazza o gare sportive. Ogni defibrillatore, il cui costo è inferiore a 1000 euro, ha un’autonomia di 2 anni e può garantire 200 interventi. Lo strumento è di facile utilizzo in quanto una voce guida indica le manovre da effettuare. La rete del 118 sarà costantemente informata della loro collocazione in ogni paese e dei laici che hanno conseguito la formazione così da poter supportare ogni manovra di intervento. “L’obiettivo finale – ha concluso l’assessore alla Salute – è che la partecipazione e la responsabilità dei cittadini, coordinata dalla professionalità dei sanitari del 118, possa contribuire a scongiurare pericoli di vita per i cittadini lucani e ad aumentare il livello di sicurezza della collettività”.

 

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