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Sanità, l’attacco di Cifarelli all’assessore Fanelli

E’ la prima volta che in una dinamica istituzionale il titolo di un comunicato di un assessore regionale contiene al proprio interno già un giudizio; prendo atto che anche la terzietà dell’Ufficio Stampa, da me sempre apprezzata, con la presidenza Bardi è venuta meno.
Dalla replica a me dedicata dall’assessore Fanelli traspare molto nervosismo, e lo capisco. Provare a giustificare il fallimento di questi anni di politiche sanitarie è cosa ardua se non impossibile.
L’unica rima che intercorre tra me e Fanelli è nel cognome, per il resto la replica al mio comunicato sulla situazione dei pronto soccorso degli ospedali lucani è solo un vuoto bla bla bla di frasi fatte che non risponde al merito della mia interrogazione di qualche settimana fa. Ma, lo riconosco, è importante che Fanelli mi abbia risposto, vuol dire che esiste! A distanza di oltre quattro anni dal proprio insediamento c’è una persona che ricopre formalmente la carica di assessore. E, forse, proprio perché solo oggi si rende conto del ruolo rivestito, la “replica per le rime” al mio comunicato sembra datato 25 marzo 2019, come se il tempo intercorso tra le elezioni e l’oggi non sia mai esistito.
La sua replica dimostra l’assoluta ignoranza della situazione e il vezzo di addossare le responsabilità su quelli che c’erano prima. Fanelli non sa che, per esempio, nel PS di Matera fino al 2019 erano in servizio 19 medici e il PS di Matera era un punto di riferimento a livello nazionale per innovazioni terapeutiche ed organizzative. Poi, e non certo per responsabilità del centrosinistra, c’è stata la fuga di medici e la chiusura della medicina d’urgenza, fiore all’occhiello del PS. Fanelli prima di fare quelle affermazioni qualunquistiche dovrebbe parlare con chi conosce la memoria storica delle strutture d’emergenza della Basilicata. Dovrebbe chiedersi per esempio della stupida regola dei concorsi regionali e di come mai si continuano a fare proposte di lavoro a tempo determinato.
Considerato, inoltre, che Fanelli mi attribuisce capacità divinatorie, secondo le quali avrei dovuto sapere della convocazione di un tavolo attraverso una sfera di cristallo e non già attraverso una sua risposta alla mia circostanziata interrogazione, con sorpresa ho appreso che la convocazione da lui effettuata di “tutte le sigle sindacali per un confronto urgente circa le questioni di cui oggi, con un bel coraggio, mi si imputa menefreghismo. Un incontro rimandato per ragioni logistiche ma che si terrà il prossimo lunedì 3 luglio” non è rivolta alla dirigenza medica ma solo al cosiddetto comparto.
Credo che Fanelli, se realmente vuol affrontare le criticità dei pronto soccorso, debba integrare il tavolo di confronto e, nell’interesse più generale, farsi aiutare un po’ di più nel suo lavoro attraverso il dialogo, lo studio, l’approfondimento, perché, la pura occupazione del potere può produrre spiacevoli conseguenze.

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