Studio epidemiologico rileva un incremento di mortalità per tumori del fegato e della vescica nell’area di Gioia del Colle

Uno studio epidemiologico dello scorso gennaio ha rilevato un incremento di mortalità per tumori del fegato e della vescica nell’area di Gioia del Colle. Questo aumento lascia ipotizzare la presenza sul territorio di una rilevante fonte d’inquinamento chimico-industriale e/o radioattivo, circostanza confermata indirettamente anche dall’Arpa Puglia“. A scriverlo, in una nota, è l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato.

“Nel territorio ha sede il Centro combustione ambiente, centro di ricerca sulla combustione che ha lo scopo di sviluppare bruciatori a basse emissioni di NOx. I cittadini lamentano da tempo la fuoriuscita di abbondante fumo nero dalla ciminiera più alta dell’impianto, accompagnato da odori nauseabondi, paragonabili a ‘gomme bruciate’ o ‘sostanze irritanti’. Lamentano, altresì, l’assenza di dati ambientali pubblici e sul tipo di materiali utilizzati. Tali eventi costringono i cittadini a rinchiudersi nelle abitazioni a causa della presenza di polveri su balconi e terrazze. – ha affermato D’Amato, dopo aver chiesto l’intervento dell’Unione Europea – Per tutte queste ragioni, ho scritto alla Commissione europea perché accenda i riflettori su questa situazione, valutando, visto che questa è la sua competenza, il rispetto della direttiva Ue sulle emissioni industriali da parte del Centro combustione ambiente. Inoltre, Bruxelles valuti il rispetto da parte delle autorità italiane delle direttive Euratom e sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale”.

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