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Una firma lucana per le nuove soluzioni di mobilità sostenibile

Porta la firma di una start up lucana associata una delle proposte più innovative, apprezzate e ufficialmente validate per trasformare i veicoli a motori termici in elettrici: la Ineletric è una delle quattro aziende che, a livello nazionale, hanno ottenuto l’accreditamento ministeriale per la riqualificazione delle auto. Si tratta di una validazione necessaria per produrre il cosiddetto retrofit, cioè la tecnologia da montare sulle vetture. Gli appassionati hanno potuto apprezzare la prima applicazione proposta dalla start up lucana alla Fiera delle Auto d’Epoca di Bologna, dove il sistema è stato montato a bordo di una Fiat 500. La soluzione di retrofit della Ineletric ha una particolarità: cambia il motore, ma non la struttura della macchina che conserva anche il sistema di cambio. Questa tecnologia si dimostra particolarmente vantaggiosa per i veicoli delle classi Euro 0 ed Euro 2, noti per l’alta emissione di inquinanti e frequentemente esclusi dalla circolazione in alcune città a causa delle restrizioni ambientali in atto.

“E’ un risultato doppiamente significativo – ha commentato il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma – in considerazione di quello che il settore automotive rappresenta per la nostra regione e per la sua economia, chiamato alla grande sfida della transizione energetica e della mobilità sostenibile. Vale la pena ricordare che, nonostante il nostro Paese sia stato tra i primi a dotarsi della normativa necessaria, solo nel 2022 è stato approvato il regolamento per far partire una vera e propria filiera della riconversione. Ed è motivo di grande orgoglio che sia proprio una nostra start up, che tra l’altro si è già contraddistinta per la capacità di progettare soluzioni ad alto contenuto di innovazione tecnologica ed ecologica, a emergere tra le prime realtà in Italia ad ottenere il via libera ministeriale per procedere all’omologazione del kit di conversione del motore propedeutico al suo utilizzo industriale”.

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