E’ guerra sul laboratorio di analisi di Tinchi

La contestazione e la protesta per la decisione dell’ASM di Matera di chiudere il Laboratorio di Analisi di Tinchi non si ferma al Comitato Difesa Ospedale e alle Associazioni. Si allarga e coinvolge i sindacati che non hanno gradito la delibera 792 del 2 agosto considerandola un atto illegittimo e autoritario. Infatti, per legge e nel rispetto delle norme del CCIA, la riorganizzazione del servizio, che non può prescindere dalle risorse umane che dovranno trovare un nuovo assetto tecnico-organizzativo e professionale, doveva essere concertata e contrattata con le organizzazioni sindacali. Da qui la denuncia al giudice del lavoro del Tribunale di Matera fatta dalla Federazione Sindacati Indipendenti.

E adesso è guerra aperta perché il Direttore Generale Maglietta, secondo i sindacati, smentisce se stesso e il contenuto della delibera. Infatti con una nota del 9 ottobre scorso inviata alla segreteria territoriale della FSI, Maglietta afferma che la delibera contestata prevede ” la sola estensione dei contratti di approvvigionamento per rendere più efficiente il sistema dei laboratori aziendali, e non adotta alcun atto organizzativo relativo la personale” e che “delle implicazioni del modello immaginato…..e dell’assetto organizzativo con i riflessi sui dipendenti si darà apposita informativa in una prefissanda delegazione”.

Tale assunto, secondo il sindacato è smentito clamorosamente proprio dal deliberato dove è riportato: “CONSTATATA la necessità di procedere alla informativa alle OO.SS. prevista dalla contrattazione collettiva vigente, ….DELIBERA …. m) di dare informativa, in ordine al presente atto, alle OO.SS., come previsto dalla contrattazione collettiva vigente”.

L’obbligo di fornire l’informativa sindacale preventiva si desume chiaramente anche dalla lettura di alcuni passaggi cruciali della delibera 792 del 2 agosto riguardanti il personale che la segreteria territoriale della FSI elenca in una nota inviata proprio al Direttore Generale in data 16 Ottobre, nota con la quale si richiede l’annullamento della contestata delibera.

Quel che è scritto è scritto. E affermare il contrario di quanto deliberato è impresa ardua, sostengono i sindacati. Infatti “solo chi non vuol vedere non vede tutte le implicazioni che la delibera n. 792/2012 comporta sui profili dell’assetto organizzativo con i riflessi sui dipendenti: diversi modelli organizzativi rispetto a quelli esistenti, formazione e aggiornamento professionale del personale dipendente, valutazione dei rischi da interferenze fra il personale interno dell’azienda e quello delle ditte aggiudicatarie per la fornitura di beni e servizi, profili di responsabilità legale dei dipendenti rispetto all’utilizzo dei POCT, criteri direttivi e principi sulle nuove modalità organizzative, mobilità del personale. Tutte materie comprese nell’istituto contrattuale dell’informazione, concertazione e consultazione”.

Quindi la gestione della vicenda relativa al Laboratorio di Analisi di Tinchi si complica per Maglietta anche dal punto di vista dei rapporti sindacali e per la vertenza da questi aperta presso la sezione lavoro del Tribunale di Matera. Ma il Direttore deve far fronte anche all’attacco dei comitati e delle associazioni che con determinazione vanno avanti nella lotta mettendo ormai al primo punto delle loro richieste appunto la richiesta di revoca della ormai famosa delibera che chiude di fatto il laboratorio di Tinchi. Il Comitato Difesa Ospedale fa sapere che la raccolta di firme in calce alla “Dichiarazione di non voto” va avanti registrando da parte dei cittadini un consenso senza precedenti. Sono già migliaia le firme dei cittadini che comunicano, con la loro firma, che se non ci sarà la revoca della delibera 792 insieme alla realizzazione di quanto era stato promesso di realizzare a Tinchi da parte della politica e della Regione, dichiarano che alle prossime elezioni politiche ed eventuali amministrative “NON VOTERANNO I PARTITI CHE GOVERNANO LA BASILICATA”.

Il Comitato Difesa Ospedale

 

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