Falotico striglia la Total: “Ci vuole il contratto di settore”

“Sul contratto di settore per Tempa Rossa la Total continua a fare orecchie da mercante”. È quanto dichiara il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, che stigmatizza l’atteggiamento poco dialogante della compagnia petrolifera francese. “Alla Total abbiamo chiesto precise garanzie sul coinvolgimento della manodopera lucana, nella misura di almeno l’ottanta per cento del fabbisogno, e delle imprese locali in tutte le fasi del complesso investimento. Ci risulta, al contrario, che la Total stia già operando senza aver esperito tutti i necessari passaggi e le opportune interlocuzioni con gli attori sociali e istituzionali”.

“Nonostante le continue e pressanti sollecitazioni, anche a mezzo stampa, dei sindacati confederali e di categoria di Cgil Cisl Uil a riprendere il negoziato su Tempa Rossa – prosegue Falotico – la Total ha preferito sottrarsi a qualsivoglia confronto di merito evidenziando allo stesso tempo un comportamento di metodo che per noi è inaccettabile. La Total non può pensare di mettersi la coscienza a posto finanziando iniziative culturali e promozionali, pur meritevoli, a propria insindacabile discrezione, iniziative che sono del tutto insufficienti a soddisfare le legittime aspettative della comunità lucana. I lucani sono stanchi del mecenatismo a buon mercato delle compagnie petrolifere e pretendono giustamente che il petrolio produca posti di lavoro e occasioni di crescita per le imprese locali”.

“Il contratto di settore siglato con l’Eni è un modello di riferimento che può essere ulteriormente articolato e tarato rispetto alle specifiche caratteristiche del nuovo investimento di Tempa Rossa – aggiunge il segretario della Cisl – ma ciò che non può passare è che con la Total non si possa fare ciò che si è fatto con l’Eni. Noi pretendiamo che la Total si sieda al tavolo delle trattative e concordi con i sindacati, le organizzazioni imprenditoriali e le istituzioni locali precisi impegni su occupazione, investimenti, ambiente, salute e sicurezza. È quello che abbiamo fatto, pur con ritardo, con l’Eni ed è ciò che intendiamo fare con la Total. Su questo punto saremo intransigenti e ci auguriamo che anche le istituzioni locali, a cominciare dalla Regione Basilicata, faranno la propria parte senza ammutinamenti di sorta che suonerebbero come un tradimento del popolo lucano”.

 

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