Accordo di programma Miur-Regione-Unibas, domani la firma

Il presidente della Regione, Vito De Filippo, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini, e il Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata Mauro Fiorentino, sottoscriveranno domani a Roma (ore 12 presso la Sala dei Ministri – secondo piano sede Miur, viale Trastevere 76) un Accordo di programma per l’Ateneo lucano. L’accordo riconosce l’investimento fatto dalla Regione sull’Università della Basilicata adeguando la normativa nazionale, che impone agli atenei rigidi standard, alla peculiare realtà lucana, grazie all concessione di Una serie di deroghe sostenibili proprio grazie all’intervento della Regione.

Dal 2007 al 2012, grazie a due accordi triennali, il sostegno offerto dalla Regione all’ateneo si è quantificato in 43 milioni di euro, ma l’investimento in ricerca e conoscenza fatti da via Anzio è in crescita con un piano dodecennale, a partire dal 2011 fino al 2022, che impegnerà la Regione al sostegno di lungo periodo del programma di riorganizzazione dell’Università della Basilicata, valorizzandone l’offerta didattica e formativa. A quasi trent’anni dalla sua istituzione, l’Università della Basilicata ha raggiunto un assetto “a misura di territorio”, con un’offerta formativa variegata ed equilibrata che consente a un’alta percentuale di giovani lucani di studiare nella propria regione e con un legame didattica-ricerca caratterizzato dalla filiera lauree magistrali-dottorati di ricerca, che tende a mitigare il rischio ancora molto forte di una migrazione intellettuale post-lauream.

I buoni risultati ottenuti dalla Università della Basilicata nel campo della ricerca sono attestati dall’ottima valutazione del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr). Degne di menzione, come si evince dal saldo premiale del Miur per il 2010, sono le attività di orientamento condotte dall’Università e i dottorati di ricerca. Nonostante tutto, l’Università della Basilicata ha dovuto confrontarsi con i tagli e i severi vincoli delle leggi statali. Soprattutto le limitazioni imposte dal turn over, a partire dal 2008, hanno impedito di completare i cosiddetti “piani di raggiungimento dei requisiti necessari di docenza”, richiesti dalla normativa sulle Università per l’attivazione dell’offerta formativa. Con l’accordo di programma, l’Università potrà pianificare un altro ciclo dei nuovi corsi di Laurea magistrale istituiti presso le Facoltà di Farmacia e di Lettere e Filosofia e del corso di studi della Facoltà di Economia, e procedere all’assunzione di ricercatori a tempo determinato, assicurando così il prosieguo delle attività di ricerca scientifica.

“La Basilicata dei piccoli numeri – ha commentato il presidente della Regione, Vito De Filippo – presenta specificità e caratteristiche che mal si adattano a parametri di altre parti del Paese. Così l’Università, che per noi è fattore di crescita, non potrà mai rispettare quei parametri numerici validi per gli atenei delle Metropoli e l’accordo che abbiamo messo su col Ministero, pur lasciando alla Regione il compito di reperire i finanziamenti necessari a colmare il divario, riconosce questa peculiarità consentendo nei fatti all’Università di Basilicata di continuare ad esistere. Come Regione Basilicata abbiamo creduto fortemente nelle potenzialità dell’Università, impegnandoci a investire, per oltre un decennio, risorse ingenti e ancor più importanti in periodi di crisi come questi, ma abbiamo preteso un’intesa che eliminasse quei lacci procedurali che potevano comunque finir col rendere vani tutti gli sforzi”.

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