CIHEAM Bari, mercoledì la presentazione dei risultati del progetto ‘Ready Med Fish’

Per due anni alcuni rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo del settore pesca di Italia, Tunisia, Libano ed Egitto, insieme con il CIHEAM di Bari, hanno lavorato per la riqualificazione di un antico mestiere: la piccola pesca artigianale, grazie al progetto Ready Med Fish.
R.E.A.D.Y. MED. FISH. – Requalification of Employment and Diversification for Youth in the Mediterranean Fishery, attuato nell’ambito dell’ENPI CBC Mediterranean Sea Basin Programme (www.enpicbcmed.eu) e finanziato (per l’ammontare di 1.380.862,56€) dall’Unione Europea attraverso l’European Neighbourhood and Partnership Instrument, mira a rafforzare la cooperazione tra l’Unione Europea e i Paesi partner lungo le sponde del Mediterraneo.
Destinatari del progetto -avviato il 14 novembre 2013- sono stati giovani ragazzi interessati a trovare, nella pesca, una risorsa economica su cui investire, diversificando in attività come l’ittiturismo, la ristorazione, il pescaturismo, la vendita diretta e l’acquacoltura.
Mercoledì p.v. i partner del progetto Ready Med Fish presenteranno i risultati di 24 mesi di lavori: corsi di formazione per le pubbliche amministrazioni e le cooperative dei diversi Paesi, corsi destinati ai pescatori (in Italia si stanno svolgendo in Puglia), attività di analisi della legislazione italiana del Gruppo di Azione Geografica (GAG), proposte di armonizzazione del quadro normativo formulate dagli esperti del Gruppo operativo Euromediterraneo (EOG). Sarà presentato, inoltre, il servizio di Info and assistance desks: sportelli di assistenza per gli operatori creati allo scopo di diversificare le attività, consentendo un miglioramento delle condizioni di lavoro e di reddito.
Tali misure rientrano nel più ampio obiettivo di promuovere il dialogo culturale e la governance locale nel settore della pesca nell’area dei Paesi interessati, attraverso l’occupazione nel settore di addetti qualificati.
Il rilancio della pesca artigianale potrà apportare un miglioramento della qualità di tutto l’indotto, nel quale lavorano un milione e mezzo di persone, attraverso la rivalutazione delle coste del Mediterraneo e un maggior sviluppo del turismo.

 

 

 

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