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Neet, emergenza giovani che non studiano e non lavorano

Ieri l’on. Chiara Gemma è intervenuta durante il question time della seduta plenaria del Parlamento Ue dedicato alle tematiche dell’Anno europeo dei giovani. “L’Anno europeo dei giovani – ha detto – ci ha permesso di dare finalmente voce e attenzione alle aspettative e ai bisogni delle nuove generazioni, ed è stato il momento perfetto per avanzare con fiducia e speranza in una prospettiva post-pandemica. Oggi però voglio parlarvi della condizione dei “Neet”, di quei ragazzi che non solo hanno perso ogni speranza e non riescono a venire intercettati dal mondo della formazione prima, e del lavoro poi, ma che hanno proprio smesso di cercare nuove opportunità. Secondo i più recenti dati Eurostat, – ha spiegato l’on. Gemma – le regioni europee più colpite da questo fenomeno si trovano purtroppo in Italia, in particolare nel Mezzogiorno da cui io provengo e che oggi ho l’onore di rappresentare.

Le statistiche parlano chiaro: se non investiamo sin da subito sulle nuove generazioni, rischiamo seriamente di lasciare indietro definitivamente tanti ragazzi. Non solo ci ritroveremo con “Neet” che rischiano di diventare un enorme problema sociale, ma – ha aggiunto l’europarlamentare – ci saranno sempre meno giovani con livelli di formazione elevati e in grado di dare un contributo rilevante anche in termini di vitalità all’economia e alla società. Chiedo quindi: quali politiche e azioni concrete specifiche nei confronti dei “Neet” intendono promuovere le istituzioni Ue per ricollocare e coinvolgere tutti i giovani al centro della società europea, senza lasciare indietro nessuno?

I giovani – ha concluso l’europarlamentare durante il suo intervento alla seduta plenaria di Strasburgo – hanno bisogno di prospettive di crescita per prosperare e avere fiducia nel futuro. Identificarle e implementarle è un compito che spetta a noi: non neghiamo a questi ragazzi il proprio futuro e non disperdiamo l’eredità dell’Anno europeo dei giovani”.

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