Ospedale di Tinchi, ancora chiusa la struttura

Passerella tutta elettorale, Ospedale di Tinchi come pista Mattei che non entra mai in funzione, insomma se non è zuppa è pan bagnato, questioni che ci appassionano molto con la politica. All’ospedale di Tinchi hanno fatto tappa i consiglieri regionali Donatella Merra e Massimo Zullino, un gruppo marchiato Lega Salvini. Accompagnati dall’ex Sindaco e consigliere provinciale del Pd, Vito Anio Di Trani. Il Comitato difesa Ospedale di Tinchi che lotta da dodici anni, comunica che non ha preso parte, né delegato alcuno dei nostri rappresentanti per rappresentarli davanti al nosocomio. Una inutile comparsata che conferma quanto sia necessario tenere lontano le passerelle di partito dal piazzale dell’ospedale e dalla lotta per la sua difesa. Il perché è chiaro. Chi ha lottato da anni non ha mai potuto candidarsi ed esprimere giudizi e reazioni emotive perché sempre impegnati nella salvaguardia dei servizi e del presidio e gli impegni presi da questa giunta regionale ancora disattesi. È cambiato il modo di protestare, ma ignari di quanto accaduto davanti al piazzale dell’ospedale di Tinchi, da oggi prendiamo categoricamente le distanze dal consigliere Di Trani.
Irrispettoso verso il Comitato e i cittadini, con le autorità istituzionali locali e sanitarie con le quali siamo in dialogo costruttivo, invitiamo tutti coloro che ci seguono a desistere da questa comparsa personale autoreferenziale e scandalosa. Di Trani parla di riabilitazione e posti letto, ma dimentica però che gli accordi sono stati presi con l’ex governatore Marcello Pittella solo sotto la spinta del Comitato presieduto dal
compianto già consigliere Domenico Giannace. Diamo a cesare quel che è di cesare. E ancora, parla di servizi che non devono essere in contrapposizione con quelli di Policoro. Ma quali sono i servizi in contrapposizione? Non si capisce. E oltre il linguaggio politichese scorretto e spesse volte incomprensibile. Dall’assessore Rocco Leone ci aspettiamo di sapere qual è il progetto di rilancio per Tinchi e quali i risultati
pratici. Qualche giorno fa veniamo a sapere che finalmente da oggi 3 maggio verranno trasferiti i servizi ambulatoriali da potenziare a Tinchi; accordi presi il 23 maggio 2019 a Tinchi tra Assessore regionale alla Sanita, Comitato e Sindaco di Pisticci. Ma si è deciso di puntare anche su altre soluzioni? Lo scopriremo, perché non è la prima volta che Di Trani si appresta ad alcuni “trasferimenti avventati” senza risultati. Lo ha
fatto quando il Comitato ha lottato prima di lui e contro di lui, quando accompagnava gli ex direttori dell’Asm, poi anche con la lotta per la difesa e la costruzione della nuova dialisi; la storia della rianimazione e dell’Utic che non necessitava né dell’una né dell’altra. Lo ha fatto quando nel 2010 annunciava il pronto soccorso h24; promessa dell’ex presidente De Filippo. Lo ha fatto con il verbale di sgombero dei servizi del 23 giugno 2014 con l’Asm per trasferire tutto a Policoro e a Matera, poi, revocato dal Comitato, ma Di Trani continua, organizza e noi scriviamo. In questo clima di confusione al quale si è aggregato anche il consigliere comunale Gianni Di Pierri, per l’adeguamento delle strutture sanitarie del Metapontino, farebbe bene a parlare davanti all’ospedale di Policoro. Tinchi con i suoi finanziamenti, può lasciarlo a noi che grazie e solo a noi e al centrosinistra è stato realizzato. Malgrado l’ospedale resta ancora chiuso, sarà nostra premura segnalare lo spreco di denaro pubblico alle autorità competenti. Lo faremo. I cittadini di Pisticci, di Tinchi, di Marconia, meritano rispetto e il rispetto non si fa con le passerelle elettorali. Ce ne ricorderemo, ricomincia la lotta.
Comitato difesa Ospedale di Tinchi

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