Screening sui tumori, protesta la CSAIL

“Poiché siamo anche noi iscritti, di diritto, nell’elenco dei ‘barbari oppositori’ al petrolio come i comitati che si battono contro le ricerche di idrocarburi nel Vallo di Diano, non possiamo non rilevare che il convegno scientifico che dovrebbe segnare l’avvio di attività assistenziale dedicata presso l’Ospedale di Villa d’Agri, finalizzata a contrastare le malattie infiammatorie croniche e le loro temibili progressioni evolutive, non ha fornito alcuna novità sullo screening riferito ai tumori diffusi in Val d’Agri a causa delle attività petrolifere”. A sostenerlo è il presidente del CSAIL-Comitato Indignati Lucani Filippo Massaro.

“Sia chiaro – precisa Massaro – le relazioni al convegno del direttore sanitario Asp, dott. Giuseppe Cugno, e del prof. Mauro Minelli, specialista in Immunologia che dirigerà il servizio ambulatoriale di immunologia presso l’ospedale di Villa d’Agri, sono state interessanti, e non intendiamo mettere in discussione l’impegno a proseguire per costruire in Basilicata un modello organizzativo e assistenziale integrato per le Imid (Disordini Infiammatori Immuno-Mediati). Ciò non toglie che siamo sempre in attesa di conoscere i risultati di screening anche recenti sui fenomeni tumorali, dopo quello inconcludente affidato ai medici di famiglia, e quindi le vere cause della diffusione di patologie purtroppo anche mortali che è in netto aumento da una quindicina di anni. E il registro regionale sui Tumori affidato al CROB quando potrà essere attivato? E’ l’interrogativo che senza risposta da troppi anni (dal 2008 quando fu deciso) ci inorgoglisce di essere etichettati ‘barbari oppositori’ come tutti i comitati popolari ed associazioni ambientaliste che non piegano la testa di fronte all’arroganza delle compagnie petrolifere perché non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare a forme di disobbedienza civile specie a salvaguardia della salute dei cittadini. Ci fa piacere in proposito che la ‘vicenda petrolio’ ha avuto il pregio di stimolare nel Vallo di Diano un coinvolgimento generale dell’opinione pubblica su tematiche fondamentali, come la tutela dell’ambiente e della stessa salute dei cittadini. A chi offende la coscienza di quelle comunità – conclude Massaro – ricordiamo che lo slogan prescelto nelle iniziative di protesta è ‘non vogliamo finire come la Basilicata’ diventata simbolo di autentica criticità e di condizione, questa sì, di barbarie da parte della Giunta Regionale e del suo Presidente-sceicco che non hanno alcuna intenzione di tenere conto del parere della gente costretta a convivere con il petrolio”.

 

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