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La Fials denuncia un servizio di prevenzione protezione incompleto al “San Carlo” di Potenza

Il Servizio di Prevenzione e Protezione è una risorsa fondamentale in una rete ospedaliera regionale e deve essere riattivato al più presto. A sollecitare la direzione strategica del San Carlo è Giuseppe Costanzo, segretario provinciale della Fials, il maggiore sindacato autonomo del comparto.
“E’ passato quasi un anno – spiega Costanzo – dalla delibera aziendale che, in vista della scadenza del contratto di esternalizzazione, ricostituiva la struttura interna. Un bando interno scaduto da tempo per il reclutamento del personale e bisogna affrettare le procedure per un rapido ritorno alle attività”.
Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) rappresenta la struttura di supporto operativo al datore di lavoro e coordina le attività connesse alla prevenzione sui luoghi di lavoro, con riferimento alla valutazione di rischi, alla individuazione delle misure di prevenzione e protezione, alla elaborazione delle misure di sicurezza e dei relativi sistemi di controllo. Con i RLS stiamo monitorando diverse criticità che saranno oggetto di eventuali coinvolgimenti delle autorità competenti. Questo monitoraggio è obbligatorio nelle strutture di ricovero e cura con più di 50 dipendenti
“A suo tempo – prosegue il segretario provinciale della Fials – apprezzammo la scelta del DG Spera di ‘fare in casa’, per l’evidente risparmio dei costi, per la valenza prospettica di una decisione che rovescia una tendenza per anni imperante al San Carlo, cioè di esternalizzare tutti i servizi considerati “non strategici”, per le qualità professionali e umane del responsabile scelto, per l’importanza di assicurare al personale competente una opportunità di crescita e di realizzazione. Ma ora bisogna fare presto”.

La struttura sarà costituita da 9 addetti, 4 collaboratori e 4 referenti per i poli ospedalieri di Melfi, Pescopagano, Villa D’Agri e Lagonegro che lavoreranno fuori dall’orario di servizio, con un costo onnicomprensivo del lavoro (580 euro lordi mensili per gli addetti, 400 per le altre figure professionali) e un risparmio notevole per l’azienda. I compiti del personale dedicato sono complessi e articolati
“La scelta della vecchia Direzioe Generale -conclude Costanzo – di aderire a una convenzione Consip per l’acquisto del servizio “chiavi in mano” aveva portato a un’impennata dei costi, praticamente quadruplicati. E infatti la cosa ha innescato non poco polemiche . Però, arrivati a questo punto l’aspetto prevalente non è certo questo ma la necessità di ripristinare l’attività”.
Si chiede pertanto con urgenza l’attivazione del servizio al fine di scongiurare ritardi ed inoperatività che comprometterebbero inesorabilmente il raggiungimento degli obiettivi prefissati, nonchè l’adegutezza degli interventi.

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